Nicolas Haas: «Voglio impormi ai massimi livelli»

Nicolò Forni - Igor Sertori

20.8.2021

Haas: «Vogliamo fare bene»

Haas: «Vogliamo fare bene»

19.08.2021

In vista dell'inizio della nuova stagione di Serie A abbiamo incontrato ad Empoli per un'intervista esclusiva Nicolas Haas, centrocampista svizzero che gioca per la neopromossa compagine toscana.

Nicolò Forni - Igor Sertori

20.8.2021

È mezzogiorno del 18 agosto quando arriviamo a Empoli, cittadina a 30 minuti da Firenze, addormentata dalle ferie degli italiani che se ne vanno tradizionalmente al mare e dal caldo che tiene i pochi rimasti sbarrati in casa. Pochissimi i turisti che cercano una perla lontano dalla popolarissima Firenze o dalla meno famosa Siena, più numerosi i nuovi cittadini dei colori del mondo che con le loro parlate diverse dipingono lo sfondo contemporaneo di quest’Italia molto diversa da quella resa immortale dal Vasari.

Due gli anziani tifosi che attendono fuori lo stadio Carlo Castellani per poter comperare il biglietto della stagione di Serie A che vedrà il loro piccolo Empoli affrontare la grande Lazio di Sarri nella prima giornata del campionato di Serie A 2021-2022.

Anche noi attendiamo di entrare, per incontrare Nicolas Haas, il 25enne calciatore svizzero al servizio della formazione toscana.

Dalla stessa porta attraverso la quale amichevolmente ai due tifosi vien detto di passare un altro giorno, noi entriamo, salutati gentilmente dal caldo e simpatico accento toscano. Lo stadio Carlo Castellani è in fibrillazione; c’è chi stende tappeti, chi pulisce, chi aggiusta, si lavora alacremente per essere pronti all’esordio stagionale sull’importante palcoscenico della Serie A.

Un giovanissimo Nicolas Haas con la maglia del Lucerna nel 2016.
Keystone

Entriamo in sala stampa - dopo aver ascoltato il racconto passionale di un collaboratore il quale ci racconta le varie tappe che attendono i lavori di ammodernamento del piccolo stadio - e pochi minuti dopo entra sorridente il nostro interlocutore: Nicolas Haas, classe 1996, nato a Sursee nel Canton Lucerna. Haas ha mosso i primi passi come professionista proprio con il Lucerna prima di partire, già a 21 anni, per l’avventura calcistica nel Bel Paese: Atalanta, Palermo, Frosinone e Empoli.

Empoli, una bella città della Toscana. Cosa apprezzi del giocare e vivere in Italia?

Empoli mi piace perché è una città tranquilla. Un club familiare, dove ci si sente come a casa. È una regione molto bella, con una bellissima città come Firenze nei paraggi.

Quali sono le grandi differenza con la Svizzera?

La più grande differenza è a livello culturale e nello stile di vita. Gli italiani in generale sono molto espansivi, si esce a mangiare assieme, è una parte molto interessante che si vive abitando qui. Però non voglio nemmeno fare troppi confronti, sia la Svizzera che l’Italia hanno i loro aspetti positivi ed è bello così.

E a livello calcistico?

A livello calcistico per me è difficile da confrontare, è passato un po’ di tempo da quando ho lasciato la Super League. In generale in Italia il gioco è molto tattico, gli allenatori curano ogni dettaglio. A me piace molto qui, è una nazione che ama il calcio e lo si sente: allo stadio e nella presenza dei media. Il calcio ha un ruolo centrale anche nella cultura.

Nove partite in A nel 2017-2018, poi la Serie B e ora di nuovo la Serie A: quali obiettivi hai per questa stagione? E più in generale per la tua carriera?

L’obiettivo principale è rimanere in Serie A, per cui daremo il massimo. A livello personale dopo aver giocato molto in Serie B, adesso voglio impormi come giocatore nella massima lega.

Quali sono i punti di forza e le debolezze di questo Empoli?

Il nostro punto forte è che siamo una squadra che gioca unita. Siamo un bel gruppo e lavoriamo ogni giorno per migliorarci e per raggiungere dei risultati. È bello, ci si diverte. Non ci nascondiamo, vogliamo giocare a calcio, costruire il nostro gioco ed imporci. Abbiamo molti giovani giocatori, questo ci porta ad avere anche molta energia positiva.

L'altra faccia della medaglia riguarda ancora i giocatori giovani, che per forza di cose mancano un po' di esperienza, e ciò a tratti si può rivelare negativo, ma fa parte del processo. Per migliorarsi i giocatori devono poter sbagliare, e bisogna guardare avanti a lungo termine. 

Haas, sinistra, ha debuttato come titolare in Serie A con la maglia dell'Atalanta al Juventus Stadium contro la Juve di Lichtsteiner nel 2018.
Getty

Non hai ancora potuto vivere il tuo esordio con la Nazionale maggiore. Come vedi il tuo futuro?

Le selezioni in Nazionale sono sempre la conseguenza delle prestazioni messe in campo ogni settimana per il proprio club. Naturalmente per me giocare in Nazionale è un obiettivo, ma il prossimo passo è quello di confermarmi come giocatore di Serie A, ai massimi livelli. Se in seguito me lo meriterò significa che avrò sfruttato bene le mie chances. Io posso influenzare la scelta del commissario tecnico esclusivamente giocando il meglio possibile con l’Empoli.

Murat Yakin è il nuovo allenatore della Nazionale: cosa ne pensi? Hai già avuto contatti con lui?

Non conosco personalmente Murat Yakin, sono curioso di vedere come metterà in campo la squadra nazionale. Io, come detto, sono concentrato sull’Empoli, mi alleno ogni giorno al massimo per farmi trovare pronto sul campo e farmi vedere.

Sei partito a giocare in Italia molto giovane. Con il senno di poi rifaresti la stessa cosa o rimarresti qualche anno in Super League?

Secondo me la strada che ho scelto è stata quella giusta. Naturalmente all'inizio ho avuto bisogno di tempo per acclimatarmi in Italia, ma penso di aver imparato molto; sia come giocatore che come uomo, questo passo all'estero mi ha aiutato.

Come detto sono fiero del mio percorso, anche nelle difficoltà non ho mai mollato e sono riuscito a togliermi molte soddisfazioni. Ho vissuto molte avventure e non vedo l’ora di viverne di nuove.

Quali sono i tuoi ricordi più belli vissuti sino ad ora in Italia?

Sono molte le highlights. A 21 anni sono arrivano a Bergamo, ho giocato poco, ma ho potuto vivere il mio debutto in Serie A allo Juventus Stadium contro la Juve: è stato un momento molto speciale. Con il Frosinone ho lottato per la promozione e l’anno scorso, con l'Empoli, abbiamo vinto il campionato di Serie B, una competizione molto impegnativa conquistata giocando come una vera squadra.

"Il professore" Nicolas Haas con la maglia del Palermo.
Getty

A Palermo ti chiamavano "il professore", come mai?

Sì, è vero (ride). I compagni avevano scoperto che studiavo psicologia, così mi hanno affibbiato questo soprannome.

Come procedono i tuoi studi di psicologia?

Molto bene. Ho scelto un programma molto flessibile, così da poter conciliare i miei studi universitari con la mia carriera di calciatore. Sono andato una volta a Milano e a Roma per dare degli esami, ma spesso posso farli online. La psicologia mi interessa molto, e allo stesso tempo mi fa bene, mi permettere di equilibrare mentalmente la vita da giocatore.

Sfrutti le tue conoscenze di psicologia anche in campo e negli spogliatoi?

Sì, la psicologia è molto importante in tutte le fasi della vita, mi appassiona, e leggo molto su questo tema. Imparo sempre cose nuove che posso mettere in pratica in prima persona, in partita o in allenamento.

Porti il numero 32, come a Palermo, Bergamo e Lucerna. Ha un significato particolare per te?

Sì, è il mio primo numero che ho ricevuto quando giocavo a Lucerna. È il numero col quale mi sono fatto strada nel calcio professionistico e con il quale voglio continuare.

Cosa ti senti di dire ai giovani svizzeri che sognano di giocare un giorno in serie A?

Un consiglio per un giovane è di avere pazienza, una volta che si inizia una nuova avventura ci vuole tempo per imporsi, ma fa parte del gioco. Non si deve perdere la fiducia, bisogna continuare a lavorare. Così facendo ci si può fare strada anche in Italia.

Libri o Playstation?

Libri.

Oslo o Buenos Aires?

Non sono mai stato in queste due città, ma scelgo entrambe perché mi piace viaggiare.

Sigmund Freud o Carl Rogers?

Più Rogers.

Coca-Cola o Limonata?

Più Limonata.

Città: Lucerna, Palermo o Empoli?

Molto difficile, tutte le città sono molto belle, ma devo dire Lucerna perché è la mia città.

Rösti e bratwurst o bistecca alla fiorentina?

Anche questa domanda è difficile da rispondere. Però devo dire di preferire i Rösti.

Se potessi portare solo tre cose con te su di un isola deserta… cosa porteresti?

Le casse per ascoltare un po’ di musica, un buon libro e un pallone.

Il presidente Corsi, i giocatori, i molti addetti, l'allenatore e i tifosi vivono il club come una grande famiglia, l'abbiamo toccato con mano. A Haas e a tutti loro vadano i nostri migliori auguri per un campionato di Serie A ricco di soddisfazioni. Questa nuova avventura inizia sabato sera contro la Lazio.