Derby Time

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Il duello

Il 1° derby: HCAP o HCL?

Ambrì Piotta

Nicolò Forni

Redattore Sport

L'inizio di stagione non è andato come capitan Bianchi e compagni speravano, impegnati presto anche con la Champions Hockey League i biancoblù in campionato hanno dovuto penare ben cinque partite prima di assaporare il dolce gusto della vittoria. Sulla strada tracciata già la scorsa stagione tuttavia l'Ambrì ha saputo reagire e alzare il proprio livello di gioco, riuscendo a muovere la classifica.

Una squadra e un gioco in crescita

1 punto racimolato nelle prime 4 gare, sinonimo di sconfitte con Zugo, Rapperswil, Berna ed una défaillance ai rigori con il Ginevra. La Regular Season non è iniziata nei migliore dei modi per la compagine leventinese, eppure nelle ultime 4 uscite è riuscita a racimolare 7 punti, esattamente come i cugini bianconeri.

La ricetta c'è 

Per potersi imporre contro delle squadre con palesi vantaggi a livello tecnico la squadra biancoblù deve puntare, come sta facendo dall'arrivo del tecnico di Sementina, sulla velocità, l'intensità e il furore agonistico. Ogni giocatore deve fare la sua parte, e nonostante il faticoso inizio di stagione l'Ambrì ha dimostrato di potersi misurare se non addirittura sconfiggere anche le prime della classe: per maggiori informazioni chiedere al Bienne, uscito sconfitto proprio dalla Valascia lo scorso venerdì.

Powerplay: i biancoblù segnano di più

Ormai lo si sente ripetere come un mantra, «gli special team fanno la differenza», ed è la realtà. Forse non sono decisivi come nei Playoff ma riuscire ad approfittare delle superiorità numeriche con cinismo è vitale soprattutto per le squadre con meno bocche di fuoco fra le proprie file. Per quanto riguarda l'Ambrì il gioco con un uomo in più non è quello dell'anno scorso, manca una pedina impossibile da sostituire come Kubalik, tuttavia in questa speciale situazione di gioco va a segno con più regolarità rispetto al Lugano. Se l'Ambrì necessita di 7 minuti e 48 secondi di superiorità per siglare una rete, gli avversari di martedì sera ne impiegano più del doppio, ben 17:32.

Manzato in forma e riposato

Manzato è stato autore di uno Shutout martedì scorso contro il Langnau e di un'altra prestazione confortante venerdì sera dove contro il Bienne ha bloccato 27 dei 28 tiri scagliati dai Seeländer. Dopo aver riposato sabato sera all'Hallenstadion Daniel Manzato è pronto a scendere in pista per chiudere ancora una volta la saracinesca, aspettando il ritorno di Conz. Oltretutto con il friborghese sul ghiaccio Luca Cereda potrà inserire di nuovo quattro stranieri di movimento senza rinunciare ad una garanzia fra i pali.

Zwerger è tornato in cattedra

L'inizio stagionale del folletto del gol Dominic Zwerger è stato il fedele specchio di quello della sua squadra. Dopo le prime tre uscite in bianco l'austriaco ha però cambiato marcia mettendo a segno 5 punti nelle ultime 4 partite (3 reti e 2 assist) dimostrando a tutti che i risultati raggiunti la scorsa stagione non sono un fuoco di paglia. Assieme al 23enne anche Marco Müller sembra finalmente essere sulla via del ritorno, non solo nel gioco dei biancoblù ma anche sul tabellino dei punti. Nonostante la sconfitta patita dai biancoblù contro lo Zurigo nell'ultima partita disputata, il bernese si è messo in mostra fornendo 2 assist.

Cereda rimescola le carte

È inutile discutere, Luca Cereda è uno dei punti di forza di questo Ambrì. Arrivato con Paolo Duca all'alba della stagione 2017-2018 in due stagioni il giovane allenatore ha saputo dare una nuova vita ai leventinesi. Con lui non ci sono scuse, e se qualcuno non performa come dovrebbe ci sono delle conseguenze. Potrebbe essere questo il motivo per il quale molto probabilmente, secondo le informazioni della RSI, lo sloveno Rober Sabolic scenderà sul ghiaccio con Giacomo Dal Pian e Johnny Kneubühler, lasciando il posto fra Müller e Zwerger a Matt D’Agostini; per quella che potrebbe diventare una nuova linea letale.

La Valascia, il settimo uomo

Quest'anno su 4 partite giocate alla Valascia i biancoblù hanno vinto a due riprese, perdendo una volta ai rigori e uscendo solamente una volta sconfitti nei 60 minuti regolamentari. Tenendo conto che martedì sarà il tempio dei leventinesi sarà alquanto pieno, il settimo uomo darà una mano determinante ai ragazzi di Cereda.

fon

Lugano

Igor Sertori

Redattore Sport

Dopo le prime tre uscite stagionali tutt'altro che rassicuranti, l'HC Lugano sembra abbia iniziato ad ingranare, sorseggiando a piene boccate dalla filosofia e dal carisma del suo nuovo coach. 

La squadra di Kapanen, dopo una preseason dalle prestazioni alquanto altalenati -  4 sconfitte e 4 vittorie - ha iniziato alquanto maluccio la stagione: due sconfitte casalinghe e una fuori casa. Nelle ultime tre uscite invece i bianconeri hanno dimostrato di aver iniziato ad applicare la filosofia di gioco del nuovo tecnico finlandese. Velocità, aggressività e tanti tiri in porta per 60 minuti. 

7 punti in 4 partite

Nelle ultime 4 uscite il Lugano ha racimolato 7 punti, frutti di due sconfitte dopo i tempi regolamentari, 1 vittoria netta contro il Berna e una vittoria all'overtime contro il Biel-Bienne. 

Solidità e pressing asfissiante

Nelle ultime 4 sfide sono stati 13 i gol realizzati e 10 quelli subiti, ci sono stati periodi di gioco in cui l'avversario è stato annichilito - si potevano realizzare forse più reti  in questi momenti - e momenti di solidità, specialmente mentale, quando il Lugano ha dovuto subire la pressione dell'altro. 

Klasen, il genio si rivede 

Linus Klasen, lasciato fuori nel corso delle prime due gare per far spazio al nuovo arrivato Spooner, è stato poi chiamato a gran voce, Kapanen ha ascoltato e lo ha gettato nella mischia. Il folletto svedese ha così confezionato 5 punti in quattro gare, frutti di una rete e di quattro assist deliziosi. 

Verso una difesa più solida

Chiesa, Loeffel, Vauclair, Chorney, Jecker, Riva e Ohtamaa sembra stiano diventando sempre più solidi. L'esperienza certo non manca (media di 29.6 anni), la disciplina sta migliorando e la classe è ben rappresentata. 

Zurkirchen, il dopo Elvis

Non è stato un inizio facile per Sandro Zurkirchen, chiamato a sostituire Elvis Merzlikins. Sembrava che ogni tiro verso di lui fosse carico di tutta la pressione del paragone con il collega che oggi gioca in NHL. Dopo le prime due prestazioni non proprio buone, il nuovo portiere del Lugano sta acquistando sempre più fiducia diventando più sicuro.

Kapanen: razionalità, visione e passione di un grande ex giocatore che non disdegna il rischio

Il tecnico finlandese arrivato a Lugano nel corso dell'estate ha da subito fatto capire di voler offrire un gioco moderno, fatto di tanta intensità e velocità. Kapanen è uno coraggioso, infatti ha deciso di lasciare in panchina Klasen per far giocare Spooner e gli altri tre stranieri. Ha poi dimostrato di essere pronto a ricredersi e lo svedese gli ha dato ragione. Portare il connazionale Ohtamaa alla Resega è stata una mossa azzeccata - il contratto del finlandese dovrà essere rinnovato a novembre -: dopo un inizio un po' in sordina il roccioso e intelligente difensore della nazionale finlandese sta dimostrando tutta la sua qualità in difesa non disdegnando di segnare anche su azione personale insistita (rete della vittoria a Bienne, 6a giornata).   

Finlandia

C'era stato Nummelin dalle parti della Resega e sotto le sue volte oscilla ancora la sua maglia numero 33. Il Lugano di oggi presenta tre finlandesi diversi per certi versi dall'indimenticato difensore: Lajunen - generoso e instancabile lottatore -, Ohtamaa, solido terzino dall'ottima visione di gioco, e Kapanen, un ex grande della NHL che sta dimostrando di poter diventare anche un ottimo coach.  

L'Ambrì dovrà saper reggere l'onda d'urto del Lugano, dovrà sapersi sacrificare per 60 minuti e forse anche oltre se vorrà vincere il primo derby stagionale. L'Ambrì non potrà contare sulla classe di alcuni giocatori che hanno i bianconeri e dovrà dunque affidarsi alla forza del gruppo e del suo pubblico: difficile che questo possa bastare.  

bfi