Stranieri in National League

Più svedesi, lettoni e austriaci, meno canadesi e cechi 

bfi

10.9.2021

Lugano's player Daniel Carr celebrates the 2-0 goal, during the preliminary round game of National League A (NLA) Swiss Championship 2020/21 between HC Lugano against ZSC Lions, at the Corner Arena stadium in Lugano, Thursday, October 1, 2020. (KEYSTONE/Ti-Press/Samuel Golay)
Daniel Carr, nuovo giocatore canadese del Lugano
KEYSTONE

La provenienza degli stranieri che popolano la National League ha cambiato coordinate geografiche: ci sono meno canadesi e sempre più scandinavi. Numeri e analisi di questo fenomeno in evoluzione. 

bfi

10.9.2021

La stagione di National League inizierà tra un mese circa - 7 settembre - , mentre Zugo, Losanna e Zurigo scenderanno in campo il 26 agosto per la prima sfida di Hockey Champions League, il giorno seguente toccherà a Friborgo e Lugano.

Le squadre si stanno dunque preparando per la nuova stagione e la maggior parte di loro ha già completato il proprio contingente di importazione.

Ad una prima occhiata sembrano molti gli scandinavi che nella prossima stagione giocheranno nel massimo campionato svizzero di hockey, forse più dei soliti canadesi. Abbiamo voluto verificare dunque se i numeri confermano questa impressione e paragonare i numeri della stagione 2021-2022 - pochi posti vacanti mancano all'appello - con i numeri di dieci anni fa -.

Stagione 2011-2012

In totale, al termine della stagione 2011-2012, le allora dodici squadre di NL avevano ingaggiato 71 giocatori stranieri. 

-Canada 53.3%

-Repubblica Ceca 21.1%

-Finlandia 8.5%

-USA 7%

-Svezia 2.8%

-Slovacchia 2.8%

-Russia 2.8%

-Francia 1.4%

Stagione 2021-2022

Dalle 13 formazioni di National League sono stati messi sotto contratto finora 88 giocatori stranieri. Ve ne saranno ancora alcuni - pochi oramai - che si aggiungeranno a questa lista. 

-Canada 14.9%

-Svezia 13,2%

-Lettonia 7,4%

-Repubblica Ceca 6,1%

-USA 5,2%

-Finlandia 5,2%

-Francia 5,2%

- Austria 5,2%

-Danimarca 1,7%

-Slovacchia 1,7%

-Italia 1,7%

-Russia 0.8%

Analisi dei numeri

I canadesi dieci anni fa erano più della metà dei giocatori d'importazione, mentre ora sono poco meno di un quinto. Bisogna però notare come sono diversi - 6 - gli statunitensi che giostreranno in Svizzera mentre dieci anni fa non ce n'erano. Ciò che forse colpisce maggiormente è la drastica riduzione  dei giocatori provenienti dalla Repubblica Ceca: nel 2011-2012 erano quasi un terzo mentre finora i connazionali di Kubalik sono solo 7, ovvero il 6% del totale. Per canadesi e cechi che diminuiscono ci sono invece gli svedesi che aumentano, e non di poco. Se gli uomini dalla tre corone erano solo 2 nel 2011-2012, ad oggi sono 15. Aumento cospicuo degli scandinavi: oltre ai 15 svedesi in National League ci sono 6 finlandesi sono e 2 danesi, che porta a un totale di 23 giocatori, un quinto di tutti gli stranieri. Interessante inoltre notare come vi sono nazioni che dieci anni non annoveravano nessun giocatore presente nel nostro massimo campionato: Lettonia (8), Austria (6), Italia (2) e la Francia che oggi si fa sentire con ben 6 giocatori. 

Motivi di inversioni di tendenza

Uno dei motivi per il grande afflusso di svedesi è che il paese scandinavo sforna un numero incredibile di giocatori; le squadre di National League si affidano sempre di più agli scandinavi perché europei e dunque più semplici da inserire rispetto ai nordamericani che giocano un hockey diverso.

Il fatto che ci siano meno giocatori cechi nella National League è probabilmente riconducibile al fatto che il campionato di KHL è diventato negli anni sempre più ricco e interessante.

Va fatto notare il fatto che i finlandesi, ex campioni del Mondo e vice-campioni del Mondo in carica, rimangono stabili, percentualmente in discesa. Come per i giocatori della Repubblica Ceca anche per i finlandesi vale il discorso sulla grande attrazione del campionato di KHL, che vede anche lo Jokerit di Helsinki partecipare al torneo internazionale. 

Lettonia e Austria dimostrano invece di essere terra di 'conquista' da parte dei nostri grandi club, che proprio lì vanno a pescare giovani che piano piano si inseriscono nel nostro tessuto hockeystico.