Il presidente della WTA: «Siamo ad un bivio del nostro rapporto con la Cina»

SDA

19.11.2021 - 10:10

FILE - WTA Chief Executive Officer Steve Simon smiles during a retirement ceremony for Martina Hingis in Singapore on Oct. 29, 2017. An email purportedly from a Chinese professional tennis player that a Chinese state media outlet posted on Twitter has increased concerns about her safety as the sport's biggest stars and others abroad call for information about her well-being and whereabouts. Simon, the chairman and CEO of the Women's Tennis Association, questioned the authenticity of the email intended for him, in which Grand Slam doubles champion Peng Shuai says she is safe and that the assault allegation is untrue. (AP Photo/Yong Teck Lim, File)
Il presidente della WTA, Steve Simon 
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Il presidente della WTA, Steve Simon, ha dichiarato di essere pronto a perdere decine di milioni di dollari se non si investigherà a fondo sulla scomparsa della tennista cinese Peng Shuai.

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19.11.2021 - 10:10

Steve Simon si è spinto oltre, in aggiunta alla richiesta di un'indagine indipendente per far luce sul caso della Peng Shuai.

Al network di Atlanta il presidente ha detto che la WTA ha in programma dieci eventi in Cina per il 2022 per un valore di decine di milioni di dollari, ma che era disposto a ritirarli.

«Siamo a un bivio nel nostro rapporto con la Cina e la nostra attività laggiù», ha osservato, aggiungendo che la WTA deve chiedere giustizia e non può scendere a compromessi: «le donne devono essere rispettate e non censurate».

La Cina è stata al centro dell'aggressiva espansione dell'associazione del tennis professionistico femminile nell'ultimo decennio, ospitando nove tornei nella stagione 2019, l'ultima prima dell'interruzione della pandemia di Covid-19, con un montepremi totale di 30,4 milioni di dollari. Allo stesso tempo, la Cina è sotto pressione su una serie di questioni relative ai diritti umani, nel mezzo delle crescenti richieste di boicottaggio delle Olimpiadi invernali di Pechino 2022.

La posizione della WTA su Peng, se dovesse essere confermata, andrebbe molto oltre rispetto ad altre organizzazioni sportive che hanno lottato per bilanciare le richieste di tifosi e giocatori di opporsi alle violazioni dei diritti umani con la loro dipendenza dal mercato cinese.

Il post oscurato

Peng ha postato il 2 novembre sul suo account Weibo, il Twitter in mandarino, il post con le accuse, oscurato in pochissimo tempo. Da allora, la star cinese, ex numero uno del ranking mondiale per il doppio grazie alle vittorie di Wimbledon e Parigi, non ha più comunicato col mondo esterno né si è presentata in pubblico, mentre Zhang Gaoli, componente del Comitato permanete del Politburo del Pcc dal 2013 al 2018, non ha mai reagito alle accuse.

Sull'autenticità della email 

Mercoledì, il canale in lingua inglese Cgtn, parte della statale Cctv, ha svelato uno screenshot di un'email attribuita a Peng che sarebbe stata mandata alla WTA.

Alla CNN, Simon ha ribadito i suoi dubbi sull'autenticità del messaggio in cui la campionessa definisce «false» le sue accuse contro Zhang. «Non credo affatto sia la verità», ha rincarato, descrivendo l'email una «messa in scena. Se è stata costretta a scriverla, se qualcuno l'ha scritta per lei, non lo sappiamo, ma finché non le parleremo di persona non saremo rassicurati», ha concluso Simon.

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