Banche: patrimoni da Europa in calo

ATS

4.9.2019 - 15:54

La Paradeplatz a Zurigo, cuore della piazza finanziaria elvetica.
Source: KEYSTONE/GAETAN BALLY

I patrimoni stranieri in gestione nelle banche svizzere nel quinquennio 2013-2018 sono cresciuti da 1970 a 2270 miliardi di franchi.

L'incremento è dovuto al rendimento e all'afflusso di capitali da tutte le regioni del mondo, ad eccezione dell'importante mercato dell'Europa occidentale, ha indicato oggi l'Associazione svizzera dei banchieri (ASB). Fino al 2023 è prevista una progressione del denaro in gestione del 2,3% all'anno, molto meno di piazze finanziarie concorrenti.

Se si considerano gli averi dei clienti stranieri, il settore elvetico della gestione patrimoniale ha superato bene il tormentato quinquennio che ha preceduto l'introduzione dello scambio automatico delle informazioni, ha detto oggi il vicedirettore dell'ASB August Benz in una conferenza stampa a Zurigo, illustrando uno studio affidato alla società di consulenza Boston Consulting. Nel lustro in esame sulla piazza finanziaria elvetica sono giunti oltre 100 miliardi di franchi netti dalle regioni Asia-Pacifico, Americhe, Medio Oriente e Europa orientale. Contemporaneamente però, l'Europa occidentale, principale mercato transfrontaliero per la gestione patrimoniale svizzera, ha fatto segnare un ritiro di averi quasi dello stesso ammontare, ossia 95 miliardi di franchi netti. I patrimoni della clientela d'Europa occidentale già nella Confederazione nel 2013, per effetto di un rendimento complessivo di 115 miliardi, sono cresciuti da 940 a 960 miliardi di franchi, il 42,3% degli averi in gestione in Svizzera.

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