Antartide

Collassa una piattaforma di ghiaccio grande quanto Roma

SDA

28.3.2022 - 21:20

This satellite image provided by NASA, Terra MODIS 22 on  February 2022 shows The Conger/Glenzer (Bowman Island) ice shelf and associated fast ice pre-collapse.  Scientists are concerned because an ice shelf the size of New York City collapsed in East Antarctica, an area that had long been thought to be stable. The collapse last week was the first time scientists have ever seen an ice shelf collapse in this cold area of Antarctica.(NASA via AP)
Questa immagine satellitare fornita dalla NASA, del febbraio 2022, mostra la piattaforma di ghiaccio Conger prima del collasso. 
AP

Una piattaforma di ghiaccio grande quanto Roma è collassata nell'Antartide orientale: chiamata Conger, appare come un puzzle che si scompone in mille pezzi nelle immagini catturate prima e dopo la rottura dal satellite europeo Sentinel-2 del programma Copernicus, di Agenzia spaziale europea (Esa) e Commissione europea.

SDA

28.3.2022 - 21:20

È accaduto in concomitanza dell'anomala ondata di calore registrata a metà marzo, quando la temperatura nel plateau antartico è salita di oltre 40 gradi oltre la norma, segnando un record senza precedenti.

La situazione ha perfino spinto i ricercatori della base Concordia a scattarsi una foto goliardica con tanto di bermuda, gonfiabili e collane di fiori hawaiane mentre il termometro indicava la temperatura più calda del periodo, 11,8 gradi sotto zero.

Una settimana anomala

«Non è mai stata documentata un'ondata di caldo così estrema nel plateau antartico: basti pensare che siamo all'inizio dell'inverno australe e parliamo di un luogo che si trova a 3000 metri di quota. Solitamente, in questo periodo dell'anno, la temperatura media giornaliera è compresa tra i 60 e i 55 gradi sotto zero», osserva Renato Colucci, ricercatore dell'Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Isp) e docente di glaciologia dell'Università di Trieste.

L'ondata di caldo è durata una settimana circa: la temperatura ha iniziato a salire il 16 marzo, ha poi raggiunto il picco di -11,8 gradi il 18 marzo e poi è tornata gradualmente a scendere nella norma intorno al 23 marzo.

«Il plateau antartico è un deserto bianco, caratterizzato da aria molto secca, cielo sempre sereno e precipitazioni molto rare: in quei giorni invece – ricorda Colucci – è arrivata aria umida, sono comparse molte nuvole e ha perfino nevicato. Colpa della corrente a getto (jet stream), il flusso d'aria canalizzato che al limite della troposfera regola la circolazione delle perturbazioni: a metà marzo ha formato un'ansa molto stretta che si è infilata sopra il plateau, portando con sé una massa di aria umida e mite che stazionava sull'oceano tra l'Antartide e l'Australia».

Anomalia determinata dal cambiamento climatico?

Un'anomalia meteorologica determinata dal cambiamento climatico? «Ancora non lo sappiamo», precisa l'esperto del Cnr.

«I modelli del global warming indicano che questo tipo di eventi estremi a matrice calda potrebbero diventare sempre più probabili e frequenti, ma al momento ci manca una casistica per verificarlo, non possiamo cioè escludere che l'episodio registrato sia frutto della casualità: per ora le temperature nel plateau antartico non mostrano un trend in salita, a differenza di quanto vediamo sulle coste e sulla penisola dell'Antartide così come nell'Artico».

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