Un prezioso «oro bianco»

La tecnologia aiuta le stazioni sciistiche a gestire la neve

AFP / Relaxnews

4.12.2022

Le stazioni sciistiche si rivolgono a strumenti scientifici per far fronte ai capricci del clima.
Le stazioni sciistiche si rivolgono a strumenti scientifici per far fronte ai capricci del clima.
Arseny Togulev / Unsplash

Come prevedere le nevicate future e come gestire le scorte su base giornaliera? Di fronte ai capricci del clima, le stazioni sciistiche si rivolgono a strumenti scientifici che forniscono loro previsioni personalizzate a diverse scale temporali.

AFP / Relaxnews

4.12.2022

Ogni anno, quando cadono i primi fiocchi di neve, i comprensori sciistici amano parlare della «magia della neve». A causa del riscaldamento globale, però, l'«oro bianco» deve essere gestito con sempre più attenzione, considerando che economicamente la posta in gioco è alta.

Negli ultimi anni sono comparsi nuovi strumenti scientifici che aiutano i comprensori a decidere i propri programmi. Questi strumenti sono «personalizzati» e offrono indicazioni sia a breve termine - ad esempio quando e quanto innevare artificialmente o le previsioni delle precipitazioni che interessano un determinato settore - che a lungo termine, per giudicare la rilevanza o meno degli investimenti futuri di fronte al riscaldamento globale.

Questi strumenti non hanno equivalenti nel resto del mondo. Sono stati co-progettati nella periferia di Grenoble, nei laboratori di Météo-France, Inrae e dello studio di progettazione Dianeige, uniti in un partenariato pubblico-privato di «ingegneria del turismo».

ClimSnow, guardando al 2100

ClimSnow è nato nel 2020, dopo dieci anni di ricerca. Si rivolge a funzionari selezionati e ai vertici delle stazioni sciistiche, alle prese con delicate scelte strategiche di lungo periodo. Lo strumento è menzionato nel piano di sostegno Avenir Montagnes, presentato nel maggio del 2021 dal Governo di Parigi.

Sulla base di proiezioni climatiche e tenendo conto delle specificità e delle attrezzature delle località (compreso l'innevamento artificiale), consente di prevedere lo stato futuro del manto nevoso e gli impatti concreti che il riscaldamento globale avrà sui territori «tra 20, 30, 40 anni o anche fino a fine secolo», spiega Carlo Carmagnola, dottore in nivologia e responsabile commerciale del progetto.

All'inizio le stazioni erano poco interessate, ma ora accorrono: «In due anni sono state studiate 140 stazioni, due terzi di tutte quelle francesi. Non c'è quasi settimana in cui non firmiamo un contratto ClimSnow», dichiara Carmagnola.

Il progetto è stato realizzato all'inizio con un resort pilota, nell'Isère, poi con delle aree interessate «che già si ponevano domande del tipo ‹ci saremo ancora tra 30 anni›?». Ad esempio Metabief, nel Giura francese, e le località delle Alpi meridionali e dei Pirenei. Altri con più neve «hanno più margine di manovra e hanno anticipato molto meno».

Compagnie des Alpes, proprietaria di diversi grandi resort (La Plagne, Les Arcs, Val d'Isère, Méribel, ecc.) ha scelto di sviluppare una versione semplificata e meno completa di ClimSnow, chiamata Impact.

Prosnow, la produzione di neve viene anticipata

Prosnow, come la sua versione semplificata Tipsnow, è un software interattivo destinato al personale tecnico delle stazioni.

Aggiornato ogni mattina con le previsioni dei prossimi quattro giorni di Météo France, fornisce previsioni per settore su tutte le variabili che interessano (altezza della neve, temperature, vento e precipitazioni) permettendo di lavorare il manto nevoso per la preparazione delle piste. Questo avviene generalmente in due fasi: prima viene creato un fondo, poi ci si occupa del «rafforzamento».

Le simulazioni - effettuate sui supercomputer di Météo France a Tolosa, Bélénos e Taranis - consentono di calcolare i volumi di neve artificiale necessari, di pianificare il consumo idrico e di calcolare la data ottimale in cui svolgere le operazioni, considerando che non si può innevare solo a temperature negative.

Il software, risultato di un progetto di ricerca finanziato dalla Commissione Europea, è gestito da diverse società in 5 Paesi europei.

TipSnow, basta con i «metodi approssimativi»

TipSnow è stato lanciato lo scorso anno su richiesta della località di Les Arcs, che lo ha finanziato con 30.000 euro. Permette di calcolare l'altezza «ideale» che la neve deve raggiungere per poter mantenere aperta una pista fino a una determinata data.

Gli obiettivi di innevamento variano durante la stagione invernale: «Ci sono date chiave per le località: per le vacanze le piste devono essere pulite. Appena queste finiscono ci proiettiamo sulle festività successive, e poi sulla fine della stagione», spiega Carmagnola.

L'approccio, che utilizza anche i dati GPS raccolti sul campo da battipista di ultima generazione, vuole essere «molto concreto e pragmatico»: a seconda delle circostanze, si può decidere di «mettere in sicurezza» una porzione di pista oppure, al contrario, di chiuderla prima del previsto se la manutenzione risulta troppo costosa.

E prima? «Prima usavamo metodi approssimativi», ride lo scienziato.