Manifestazione non autorizzata contro il presidente del Camerun

hm, ats

17.7.2021 - 16:30

Gli oppositori del presidente del Camerun si sono fatti sentire.
Keystone

«Paul Biya assassino, Svizzera complice»: è lo slogan scandito da oltre un centinaio di oppositori del presidente del Camerun che – nonostante il divieto – sono scesi in piazza oggi a Ginevra per protestare contro la presenza dell'uomo politico nella città di Calvino.

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17.7.2021 - 16:30

Accusata di proteggere un «dittatore genocida», la Confederazione è stata invitata a non far entrare il presidente sul suo territorio. «Paul Biya uccide il suo stesso popolo e viene in Svizzera per essere curato: noi diciamo di no», ha gridato un dimostrante.

La polizia è presente in tenuta anti-sommossa. Le forze dell'ordine stanno anche presidiando la zona dell'Hotel Intercontinental, dove da domenica starebbe soggiornando l'88enne da decenni al potere nel suo paese.

La dimostrazione era stata in un primo tempo autorizzata, poi ieri è scattato il divieto per il pericolo di disordini. Era stata organizzata da una coalizione di varie organizzazioni dell'opposizione, chiamata «Diaspora della resistenza camerunese», che oltre a chiedere alla Svizzera di non permettere più le visite di Biya auspica un blocco dei beni del presidente. Il capo di stato (dal 1982) è accusato di aver truccato le elezioni, di appropriazione indebita su vasta scala e di violazioni dei diritti umani, in particolare contro la minoranza di lingua inglese.

A fine Ottocento colonia tedesca, il Camerun è uno stato dell'Africa equatoriale che ha ottenuto l'indipendenza dalla Francia il primo gennaio 1960. Grande circa dieci volte la Svizzera, ha una popolazione di circa 27 milioni di abitanti, per il 71% cristiani e per il 24% musulmani.

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