Arrestati sei dipendenti di un media online

SDA

29.12.2021 - 07:02

Un uomo trasporta in uno scatolone "prove" della sedizione di "Stand News", il giornale indipendente di Hong Kong finito nel mirino delle autorità.
Keystone

Basandosi su una legge dell'era coloniale, le autorità di Hong Kong hanno accusato dei giornalisti locali di «pubblicazione sediziosa».

SDA

29.12.2021 - 07:02

«Il dipartimento di sicurezza nazionale della polizia ha arrestato stamattina sei tra funzionari ed ex funzionari di un media online per aver cospirato per pubblicare una pubblicazione sediziosa», hanno affermato le autorità in un comunicato.

Più di 200 agenti di polizia sono stati mobilitati per perquisire la sede di Stand News nel distretto di Kwun Tong e le case degli arrestati, hanno specificato aggiungendo che la polizia era stata autorizzata da un tribunale a sequestrare materiale giornalistico.

Poco prima dell'alba, Stand News ha riferito in diretta su Facebook che la polizia era alla porta del vicecaporedattore Ronson Chan. Anche la pop star cantonese Denise Ho, che ha fatto parte del consiglio d'amministrazione di Stand News ma si è dimessa a giugno, è stata arrestata, secondo la sua pagina Facebook.

Così come Margaret Ng, avvocato ed ex membro del Consiglio legislativo locale, e Chung Pui-kuen, ex direttore di Stand News, secondo i media locali. Le altre due persone arrestate sono due ex membri del cda, Chow Tat-chi e Christine Fang.

Stand News è stato oggetto negli ultimi mesi di aspre critiche da parte delle autorità di Hong Kong. Il capo della sicurezza nel territorio, Chris Tang, lo ha accusato all'inizio di dicembre di aver pubblicato informazioni «di parte, diffamatorie e demonizzanti» sulle condizioni di vita nelle carceri.

È la seconda testata giornalistica locale a trovarsi nel mirino delle autorità. A giugno il quotidiano pro-democrazia Apple Daily ha chiuso dopo che i suoi beni sono stati congelati e i suoi alti dirigenti sono stati arrestati in base a una nuova drastica legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino nel luglio 2020.

Non essendo questa legge retroattiva, a volte le autorità di Hong Kong invocano un'ordinanza sulla «sedizione», imposta dalla potenza coloniale britannica all'inizio del XX secolo e rimasta lettera morta per decenni, per reprimere il dissenso.

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