Le conifere soffrono di più per la siccità

pl, ats

13.1.2022 - 11:52

Un dendometro utilizzato per misurare le variazioni del raggio dei fusti degli alberi.
Keystone

L'ondata di calore del 2018 ha causato un forte restringimento dei tronchi degli alberi. Uno studio a livello europeo ha mostrato che la maggior parte degli alberi sopporta bene una breve siccità. A soffrire di più sono sono le conifere, in particolare l'abete rosso.

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13.1.2022 - 11:52

Nell'estate del 2018, la temperatura media in Europa è stata di 1,3°C più alta del solito. Uno studio internazionale con la partecipazione dell'Istituto federale svizzero per la ricerca sulla foresta, la neve e il paesaggio (WSL), ha misurato la crescita e il bilancio idrico di 21 specie di alberi in 53 siti forestali in tutta Europa.

Per lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati rivista Nature Communications, sono stati utilizzati dei dendrometri, ossia apparecchi applicati alla corteccia che sono in grado di misurare variazioni del raggio del fusto di un albero nell'ordine dei micrometri (millesimi di millimetri).

Conifere più sensibili

Risultato: nel corso dell'estate 2018, molti alberi hanno mostrato un restringimento record del fusto. Non sono stati in grado di rifornire le loro riserve d'acqua durante la notte ed hanno quindi sofferto di stress da siccità.

Non tutte le specie sono però state colpite allo stesso modo. Le conifere hanno reagito più sensibilmente degli alberi decidui perché sono meno capaci di ricostruire rapidamente le riserve d'acqua esaurite.

«Il legno delle conifere generalmente conduce l'acqua meno bene di quello delle latifoglie. Le conifere sono anche meno capaci di assorbire l'acqua dai terreni secchi rispetto alle querce, per esempio», afferma in una nota Roman Zweifel, coautore dello studio ed ecofisiologo al WSL.

Conseguenze a lungo termine

Mentre la maggior parte degli alberi sopporta bene una singola e breve fase di calore, ondate di calore lunghe e ripetute sono critiche per alcune specie di alberi. I ricercatori parlano di «effetti di ritardo» o di «eredità», che può influenzare negativamente gli alberi negli anni successivi. Capirne di più è importante perché ci si aspetta che ondate di calore come quella dell'estate 2018 si verifichino più frequentemente in futuro.

Studi recenti – scrive il WSL – mostrano che l'effetto eredità può influenzare la fisiologia e la crescita degli alberi per quattro o più anni. Questo è stato confermato soprattutto per l'abete rosso, che non è molto resistente alla siccità. Dopo il 2018, la crescita dell'abete rosso ha continuato a diminuire. Gli alberi indeboliti erano suscettibili ai coleotteri della corteccia e molti abeti sono morti.

https://www.nature.com/articles/s41467-021-27579-9

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