Omicron è un grande mistero anche per i ricercatori

Di Uz Rieger

7.12.2021

In una settimana la quota di risultati positivi è cresciuto dal 17 al 19% tra i test PCR e dal 6,2 al 7,4% tra quelli antigenici rapidi.
Immagine d'illustrazione
Keystone/AP/THIBAULT CAMUS

I casi di Omicron stanno esplodendo nell'Africa meridionale e il numero di infezioni sta crescendo anche altrove. I ricercatori sono perplessi sui pericoli della mutazione e su come potrebbe svilupparsi.

Di Uz Rieger

7.12.2021

Gli esperti concordano ampiamente sul fatto che la variante Omicron potrebbe non essere così nuova come inizialmente sospettato. «Secondo le conoscenze attuali, una prima forma di Omicron si sarebbe evoluta come un tipo separato di virus anche prima che Alpha e Delta emergessero», ha detto alla Deutsche Presse-Agentur (DPA) Wolfgang Preiser della Stellenbosch University vicino a Città del Capo, membro del consorzio di ricerca che ha scoperto la variante.

Precursori già registrati a metà del 2020

Mentre i primi rilevamenti di Alpha e Delta risalgono al quarto trimestre del 2020, un possibile collegamento con Omicron può già essere trovato nelle varianti di virus rilevate a metà del 2020. È quanto riporta «Der Spiegel» facendo riferimento ai dati del database Nextstrain, in cui gli esperti inseriscono i risultati del sequenziamento dei virus.

Preiser suppone che il tipo di virus si sia probabilmente evoluto nel corso di molti mesi senza essere notato. A suo avviso, sorgono però alcune domande: «Perché Omicron è rimasto nascosto per così tanto tempo e solo ora si è messo in moto? Mancavano ancora una o due mutazioni per potersi diffondere rapidamente?». Anche l'epidemiologo Richard Neher dell'Università di Basilea si è detto sorpreso, sulle pagine della «NZZ am Sonntag», che il mutante sia «apparso dal nulla».

I ricercatori vedono tre possibilità sul perché la variante sia rimasta inosservata così a lungo.

Sviluppatasi in un animale o in un malato cronico?

Una delle possibilità è che Omicron sia passato agli animali, si sia quindi sviluppato ulteriormente, e poi sia tornato di nuovo agli umani. È quanto sospetta il virologo Preiser.

Un tale back-and-forth del Covid è già stato dimostrato più volte in Danimarca tra gli esseri umani e i visoni, conferma il virologo Friedemann Weber dell'Università Justus Liebig di Giessen alla «NZZ am Sonntag». Ciò che colpisce di Omicron è che la variante ha tutte e sette le mutazioni che sono note per facilitare l'infezione dei roditori, scrive il giornale.

I ricercatori lavorano con il Covid nel laboratorio di biosicurezza del Centre for Translational Medicine and Entrepreneurship di Berna.
I ricercatori lavorano con il Covid nel laboratorio di biosicurezza del Centre for Translational Medicine and Entrepreneurship di Berna.
archivio

È anche possibile che il virus si sia inizialmente evoluto per molto tempo in una regione scarsamente monitorata, finché non è stato rilevato per la prima volta in una persona in Sudafrica. La virologa di Francoforte Sandra Ciesek non crede infatti che necessariamente la variante abbia avuto origine in Sudafrica, ha detto a «Der Spiegel».

«È più probabile che abbia avuto origine in una regione dove è stato fatto meno sequenziamento e semplicemente non è stata vista», sospetta Ciesek. Le numerose mutazioni della variante parlerebbero anche a favore di questa ipotesi. «Una cosa del genere non si sviluppa in pochi giorni, ma piuttosto gradualmente».

Gli esperti ritengono che sia anche pensabile che Omicron possa essersi sviluppato in un paziente con infezione cronica da Covid-19. Secondo Preiser, questo è possibile in un paziente con HIV o un'altra forma di immunodeficienza. Secondo questa teoria, il virus può moltiplicarsi in persone con un sistema immunitario indebolito durante molti mesi e cambiare poco a poco senza essere eliminato completamente dal sistema immunitario. «Questa è una tesi speculativa e non dimostrata», chiarisce il virologo.

Particolarmente colpiti i bambini sotto i 5 anni

Al momento, non è solo la questione dell'origine della variante Omicron a far sorgere dubbi. Non è infatti nemmeno ancora chiara quale sia la risposta del vaccino contro Omicron. «È vero che attualmente ci sono molte infezioni dovute a questa variante in Sudafrica tra coloro che sono stati vaccinati. Ma non si sa se questo dipenda da proprietà speciali di Omicron».

È anche concepibile che le circostanze giochino un ruolo. Per esempio, attualmente si stanno infettando diversi operatori sanitari, i quali però probabilmente subiscono il calo della protezione dovuto alla vaccinazione precoce, sottolinea Preiser.

Come ha confermato Ramphelane Morewane del Dipartimento della salute sudafricano alla fine della scorsa settimana, in concomitanza con l'aumento della comparsa di Omicron, è stato osservato anche una crescita dei ricoveri ospedalieri tra i bambini sotto i cinque anni.

L'incidenza tra i bambini piccoli in Sudafrica è ora la seconda più alta dopo il gruppo di età superiore ai 60 anni. Tuttavia, i ricercatori e i funzionari sanitari hanno affermato che non è ancora chiaro se ci sia un legame tra i tassi di infezione nei gruppi di età e la variante.

Omicron dominerà in Europa in pochi mesi

L'autorità sanitaria europea ECDC ha recentemente sottolineato che, mentre ci sono ancora una serie di incertezze riguardo alla trasmissibilità, alla gravità della malattia e ai possibili effetti sulle difese immunitarie, i dati preliminari suggeriscono che Omicron potrebbe essere la variante dominante in Europa entro pochi mesi.

I dati preliminari indicano che Omicron ha un chiaro vantaggio rispetto alla variante Delta. L'OMS classifica Omicron come «preoccupante».

Redatto con materiale dell'agenzia stampa DPA