Omicron: studio Oxford, due dosi non bastano a evitare contagio

SDA

13.12.2021 - 16:26

Il booster aumenterebbe invece l'efficacia della protezione.
Keystone

Due dosi di vaccino anti-Covid non bastano a proteggere dal contagio con la nuova variante Omicron. E a essere più a rischio rispetto ad altre mutazioni sono anche i guariti.

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13.12.2021 - 16:26

È quanto emerge dai risultati di uno studio condotto da ricercatori dell'Università di Oxford e pubblicati sul server di prestampa MedRxiv, da cui emerge che Omicron ha il potenziale per portare un'ulteriore ondata di infezioni, anche tra persone già vaccinate, sebbene non vi sono prove di un aumento di malattia grave o decessi.

Tuttavia, l'efficacia nella protezione dal contagio, suggeriscono gli autori, è potenziata da una dose di richiamo.

Dati nelle attese

Utilizzando campioni di sangue di individui che avevano ricevuto due dosi dei vaccini Oxford-AstraZeneca o Pfizer-BioNTech e un isolato di virus vivo, i ricercatori hanno dimostrato una sostanziale diminuzione dei titoli neutralizzanti, ovvero la misura del livello di anticorpi neutralizzanti generati in risposta alla vaccinazione contro o all'infezione da Covid.

Questi risultati sono in linea con i dati pubblicati di recente dalla UK Health Security Agency, che mostrano una ridotta efficacia di due dosi di questi vaccini contro la malattia sintomatica a causa della variante Omicron rispetto a Delta.

La prudenza è d'obbligo

«Sebbene non ci siano prove di un aumento del rischio di malattie gravi o di morte dovute al virus tra i vaccinati, dobbiamo rimanere cauti, poiché un numero maggiore di casi continuerà a rappresentare un onere considerevole per i sistemi sanitari», aggiunge Matthew Snape, professore di pediatria e vaccinologia all'Università di Oxford, coautore dello studio.

Questi dati, aggiunge, «sono solo una parte del quadro» perché parlano solo degli anticorpi neutralizzanti dopo la seconda dose, ma non ci parlano dell'immunità cellulare. Non abbiamo ancora valutato l'impatto di un richiamo, che sappiamo aumenta significativamente le concentrazioni di anticorpi – conclude Snape – ed è probabile che questo porterà a una maggiore potenza contro la variante Omicron.

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