Record di 55 milioni di sfollati nel mondo a fine 2020

SDA

20.5.2021 - 07:55

L'anno scorso, 30,7 milioni di persone hanno lasciato le proprie case a causa di disastri naturali e altre 9,8 milioni a causa di conflitti e violenze (foto d'archivio)
Keystone

Un record di 40,5 milioni di persone nel mondo sono state costrette l'anno scorso a spostarsi all'interno dei propri Paesi a causa di conflitti e disastri naturali: si tratta del livello più alto degli ultimi 10 anni.

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20.5.2021 - 07:55

Il bilancio complessivo di questi sfollati si attesta al livello record di 55 milioni a fine 2020. È quanto emerge da un rapporto delle ong Internal Displacement Monitoring Centre e Norwegian Refugee Council pubblicato oggi.

L'anno scorso, sottolinea il rapporto, 30,7 milioni di persone hanno lasciato le proprie case a causa di disastri naturali e altre 9,8 milioni a causa di conflitti e violenze.

«I numeri quest'anno sono insolitamente alti», ha detto la direttrice dell'Internal Displacement Monitoring Centre (IDMC), Alexandra Bilak, sostenendo che l'aumento degli sfollati interni è stato «senza precedenti»: il numero è ora più del doppio dei circa 26 milioni di persone che sono fuggite oltre i confini come rifugiati.

«È scioccante che lo scorso anno qualcuno sia stato costretto a fuggire dalla propria casa all'interno del proprio Paese ogni secondo», sostiene il capo del Norwegian Refugee Council, Jan Egeland. «Non stiamo proteggendo le persone più vulnerabili del mondo da conflitti e disastri».

Secondo Bilak, è preoccupante che queste cifre siano state registrate sullo sfondo della pandemia. Inoltre, sostiene, tenendo conto del fatto che le restrizioni hanno ostacolato la raccolta dei dati e «meno persone hanno cercato rifugi di emergenza per paura del contagio», le cifre reali potrebbero essere ancora più alte.

Il rapporto ha rilevato che tre quarti delle persone che sono fuggite all'interno del proprio Paese lo scorso anno è stato vittima di disastri naturali, in particolare quelli legati a condizioni meteorologiche estreme. Cicloni intensi, piogge monsoniche e inondazioni hanno colpito aree altamente esposte e densamente popolate in Asia e nel Pacifico, mentre la stagione degli uragani atlantici «è stata la più attiva mai registrata», ha sottolineato. «Le estese stagioni delle piogge in tutto il Medio Oriente e nell'Africa subsahariana hanno sradicato altri milioni di persone».

Gli esperti affermano che il cambiamento climatico sta aumentando l'intensità e la frequenza di tali eventi meteorologici. «Possiamo solo prevedere che, con gli impatti futuri del cambiamento climatico, questi disastri diventino più frequenti e più intensi, e quindi che il numero di sfollati interni cresca», ha detto Bilak.

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