A 3'000 m di profondità

Ritrovata Endurance, la nave guidata da Shackleton affondata nel 1915

SDA

9.3.2022 - 21:30

In this photo issued by Falklands Maritime Heritage Trust, a view of the stern of the wreck of Endurance, polar explorer's Ernest Shackleton's ship. Scientists say they have found the sunken wreck of polar explorer Ernest Shackleton’s ship Endurance, more than a century after it was lost to the Antarctic ice. The Falklands Maritime Heritage Trust says the vessel lies 3,000 meters (10,000 feet) below the surface of the Weddell Sea. An expedition set off from South Africa last month to search for the ship, which was crushed by ice and sank in November 1915 during Shackleton’s failed attempt to become the first person to cross Antarctica via the South Pole. (Falklands Maritime Heritage Trust/National Georgraphic via AP)
Gli scienziati ritengono di aver trovato il relitto affondato della nave Endurance dell'esploratore polare Ernest Shackleton, più di un secolo dopo la sua perdita nel ghiaccio antartico.
AP

È stata ritrovata, a 3'000 metri di profondità, la nave perduta dell'epica missione fallita di attraversamento dell'Antartide guidata dall'esploratore Ernest Shackleton.

SDA

9.3.2022 - 21:30

A ritrovare il relitto della Endurance, quasi perfettamente conservato dopo l'affondamento nel 1915, sono stati al largo del mare di Weddel i rover sottomarini dalla spedizione Endurance 22.

Simbolo di una delle più famose, anche se fallimentare, avventure del secolo scorso, il relitto della Endurance è stato per la prima volta individuato e filmato nel corso della spedizione organizzata dal Falklands Maritime Heritage Trust che con la nave Agulhas II aveva passato al setaccio da settimane i fondali del grande golfo situato in Antartide dove si era bloccata 107 anni fa la missione di Shackleton.

«È di gran lunga il più bel relitto di legno che abbia mai visto», ha detto Mensun Bound, direttore dell'Esplorazione della spedizione Endurance 22. «È eretto, ben orgoglioso del fondale, integro e in ottimo stato di conservazione. Si può persino leggere chiaramente 'Endurance' a poppa», ha aggiunto Bound.

Considerata tra le navi più resistenti e avanzate del suo genere

Realizzata in cantieri norvegesi appositamente per missioni polari estreme, la Endurance era considerata tra le navi più resistenti e avanzate del suo genere e proprio per questo venne scelta dal celebre esploratore britannico Shackleton per compiere una delle missioni più ambiziose dell'epoca: l'attraversamento a piedi e in slitta del continente antartico.

La Endurance avrebbe dovuto arrivare alla baia di Vahsel da dove una squadra di sei uomini, guidata da Shackleton stesso, avrebbe iniziato la traversata del continente antartico.

La missione però fallì ancor prima di iniziare perché poche settimane dopo la partenza la nave rimase bloccata tra i ghiacci nel mare di Weddel, ancora lontano da dove avrebbe dovuto lasciare il gruppo di esploratori. Per mesi la nave tre alberi, lunga 44 metri, rimase in balia dei ghiacci fino a che dovette essere abbandonata dall'equipaggio e il 21 novembre 1915 affondare completamente «stritolata» dai ghiacci.

Tutto l'equipaggio riuscì a mettersi in salvo

Un'avventura sfortunata che si concluse però solo un anno più tardi quando tutto l'equipaggio, dopo enormi difficoltà e incredibili scelte – come quella di un gruppetto di pochi uomini guidati da Shackleton di andare a cercare soccorsi percorrendo 1'600 chilometri di mare con una scialuppa di appena 7 metri – riuscì a mettersi in salvo.

Una storia rimasta nell'immaginario culturale e che continua a ispirare i sogni di molti, tanto che alla nave è intitolata anche una delle capsule spaziali Crew Dragon di SpaceX.

«Non si tratta solo del passato – ha aggiunto Bound – stiamo portando la storia di Shackleton e della Endurance a un nuovo pubblico e alla prossima generazione, a cui sarà affidata la salvaguardia essenziale delle nostre regioni polari e del nostro pianeta. Ci auguriamo che la nostra scoperta possa coinvolgere i giovani e ispirarli con lo spirito pionieristico, il coraggio e la forza d'animo di coloro che hanno navigato con la Endurance verso l'Antartide».

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