Critiche sui social

Tanzania: presidentessa, le calciatrici hanno il seno piatto

SDA

27.8.2021 - 21:24

La presidentessa della Tanzania Samia Suluhu Hassan (al centro) al funerale del suo predecessore John Magufuli (foto del 20 marzo 2021)
Keystone

Critiche da utenti di social media, ma anche da una deputata e da una nota attivista, sono piovute sulla presidentessa tanzaniana, Samia Suluhu Hassan, che ha descritto le calciatrici come donne «dal petto piatto» e poco attraenti per un matrimonio.

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27.8.2021 - 21:24

Guardando «quelle atlete che hanno il petto piatto, si può facilmente pensare che siano uomini», aveva detto Hassan durante un evento pubblico domenica scorsa per celebrare la squadra maschile Under 23 della Tanzania nella città costiera di Dar-es-Salaam, secondo quanto riferisce il sito della Cnn.

«È un peccato che non ci sia speranza di vita matrimoniale per alcune di queste atlete; il matrimonio è come un sogno per loro. Se uno di voi dovesse scegliere una delle atlete e portarla a casa come moglie per incontrare i propri genitori, sono sicuro che vostra madre sarebbe sorpresa e incerta se sia una donna o un uomo», ha detto la sessantunenne presidente succeduta a marzo al deceduto John Magufuli quale prima donna a ricoprire la carica di capo di Stato della conservatrice Tanzania.

Un video del discorso di Hassan, pronunciato in swahili, «ha suscitato indignazione dopo essere stato ampiamente condiviso sui social media», riferisce la Cnn, anche perché dalla presidente ci si aspettano posizioni più liberali – e in questo caso meno maschiliste – rispetto a repressivo predecessore.

«Il commento del presidente @SuluhuSamia sulle calciatrici è un'umiliazione per tutte le donne», ha detto l'ex deputata Catherine Ruge, capo della sezione femminile del partito di opposizione Chadema.

Maria Sarungi Tsehai, attivista e fondatrice del movimento #ChangeTanzania, ha descritto le osservazioni della presidente Hassan come «body shaming» e «completamente inaccettabili e inaspettate da parte di una donna leader».

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