Profughi torturati in Libia, tre fermi a Messina

ATS

16.9.2019 - 07:27

Storie raccapriccianti.
Source: KEYSTONE/AP/FRANCISCO GENTICO

I procuratori di Palermo hanno disposto il fermo a Messina di tre persone accusate di sequestro di persona, tratta di esseri umani e tortura. 

Avrebbero trattenuto in un campo di prigionia libico decine di profughi pronti a partire per l'Italia.

I migranti hanno raccontato di essere stati torturati, picchiati e di aver visto morire compagni di prigionia. I tre gestivano per conto di una organizzazione criminale un campo di prigionia a Zawyia, in Libia, dove i profughi pronti a partire per l'Italia venivano tenuti sotto sequestro e rilasciati solo dopo il pagamento di un riscatto.

Foto segnaletiche decisive

I fermati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla tratta di persone, alla violenza sessuale, alla tortura, all'omicidio e al sequestro di persona a scopo di estorsione.

Le vittime, arrivate a Lampedusa il 7 luglio scorso dopo essere state soccorse dalla nave Mediterranea, hanno riconosciuto i tre carcerieri dalle foto segnaletiche mostrate loro dalla polizia, che, dopo ogni sbarco, fa visionare ai profughi le immagini di migranti giunti in Italia in viaggi precedenti proprio alla ricerca di carcerieri o scafisti.

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