«Basta influencer sulle Dolomiti»Contadino installa un tornello da 5 euro per protesta contro il turismo di massa
fon
12.7.2025
Sempre più turisti sulle Dolomiti.
Screenshot Facebook
Un tornello da 5 euro installato da un contadino in Val Gardena per limitare l'accesso a un sentiero panoramico ha riacceso il dibattito sull'«overtourism» e sull'urgenza di proteggere la montagna dal turismo selvaggio.
In uno degli scenari più iconici delle Dolomiti, in Val Gardena, un gesto clamoroso ha riacceso il dibattito sull'«overtourism».
Un contadino locale, stanco di vedere la sua terra devastata da un afflusso incontrollato di turisti, ha deciso di installare un tornello a pagamento per accedere a un sentiero panoramico che conduce alle maestose Odle. Il prezzo simbolico? Cinque euro.
«Selfie e caos»: la denuncia parte da un gesto concreto
Il sentiero in questione è tra i più fotografati dell'Alto Adige: influencer, content creator e visitatori occasionali si accalcano quotidianamente per lo scatto perfetto, spesso ignorando il rispetto per la natura.
Come spiegato su «GreenMe», secondo il contadino, la situazione è diventata insostenibile: prati devastati, rifiuti abbandonati e sentieri logorati dal passaggio continuo di escursionisti e, sempre più frequentemente, dalle e-bike che solcano l'erba lasciando segni profondi. Un degrado visibile, che richiede anni per essere ripristinato.
“Basta influencer e rifiuti sulle Dolomiti”: contadino installa un tornello a pagamento in Val Gardena (per protesta contro l’overtourism) https://t.co/8horwKQpEK
Sempre secondo lo stesso portale, la barriera è apparsa sabato scorso, ma è stata prontamente rimossa dalla Provincia di Bolzano, in quanto il sentiero ricade nel Parco naturale Puez-Odle, un'area protetta dove simili iniziative non sono consentite senza autorizzazione.
Il gesto, però, ha avuto un'eco nazionale e oltre. Carlo Alberto Zanella, presidente del CAI Alto Adige, ha rilanciato il tema con un post sui social: «Paghiamo 48 euro per la funivia e 30 per un pranzo in malga, ma il contadino che poi deve sistemare i danni non riceve nulla».
La montagna sotto pressione
Secondo Zanella, il turismo «mordi e fuggi» rischia di danneggiare irreversibilmente gli equilibri dell'alta montagna.
Le comunità locali, che vivono la montagna tutto l'anno, spesso non beneficiano economicamente del flusso turistico, ma ne subiscono gli impatti ambientali. Prati e sentieri, se rovinati, non si rigenerano in pochi giorni. E la corsa al like rischia di compromettere ciò che invece richiederebbe cura e attenzione.
Il tornello, ora rimosso, ha avuto il merito di lanciare un segnale forte: la montagna non è un set fotografico, né un luna park, e chi la frequenta deve imparare a rispettarla.