Confermata la pena di morte per l'autore della strage nella chiesa di Charleston

SDA

26.8.2021 - 07:12

Nella chiesa di Charleston morirono nove persone.
Keystone

Una Corte di appello federale ha confermato la pena di morte per Dylan Roof, il giovane autore della strage nella chiesa di Charleston, in South Carolina, nel giugno del 2015.

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26.8.2021 - 07:12

I tre giudici della corte d'appello del quarto circuito di Richmond hanno respinto la richiesta presentata dai legali del ragazzo, il primo condannato alla pena di morte per un crimine d'odio federale.

«Nessun riassunto clinico o un'analisi legale approfondita può rendere pienamente conto dell'atrocità dell'atto di Roof. I suoi crimini lo pongono sotto la condanna più dura che una società giusta possa pronunciare», hanno concluso i giudici della Corte di Richmond, nel loro giudizio unanime.

Convinto della supremazia degli uomini bianchi sulle altre razze che considera inferiori, Dylan Roof aveva aperto il fuoco 77 volte in una chiesa metodista a Charleston il 17 giugno 2015, crivellando con proiettili nove fedeli neri, che lo avevano accolto a braccia aperte per una sessione di studio della Bibbia. Il giovane aveva allora 21 anni.

Moratoria sulle esecuzioni

La sparatoria aveva tanto più marcato l'opinione pubblica statunitense e internazionale in quanto aveva insanguinato un luogo simbolico della lotta contro la schiavitù: la Emanuel African Methodist Episcopal Church riunisce la più antica comunità nera in questa storica città dell'era delle piantagioni, situata nel sud-est degli Stati Uniti.

Il giovane estremista è stato condannato all'inizio del 2017 alla pena di morte, senza aver espresso alcun rammarico o scuse. Dinanzi alla Corte d'Appello, i suoi legali hanno cercato di ottenere l'annullamento della sua sentenza, sostenendo che il giudice non avrebbe mai dovuto accogliere la richiesta dell'imputato di assicurare la propria difesa. Ma in appello questa tesi è stata spazzata via.

Il condannato, ora 27enne e detenuto in un penitenziario, non rischia d'essere giustiziato a breve termine, poiché il governo degli Stati Uniti il mese scorso ha imposto una moratoria sulle esecuzioni federali.

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