Dopo 9 anni

Lascia il presidente della CNN: tacque sulla relazione con una collega

SDA

2.2.2022 - 21:51

La relazione tra Jeff Zucker (nella foto) e Allison Gollust è emersa delle inchieste interne sui fratelli Cuomo.
Keystone

«Sono stati nove grandi anni e non avrei voluto che finisse così»: il presidente della CNN Jeff Zucker si è dimesso per aver taciuto all'azienda una relazione amorosa con «la sua più stretta collaboratrice».

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2.2.2022 - 21:51

Cinquantasei anni e da nove a capo della rete all news, Zucker è anche presidente delle news di WarnerMedia e della sua divisione sport: come tale uno dei leader più potenti della televisione americana.

La relazione con Allison Gollust, capo del marketing e delle comunicazioni, è un contraccolpo indiretto delle inchieste sui fratelli Cuomo: è emersa infatti nel corso dell'indagine interna della rete su Chris Cuomo, l'anchor di prima serata licenziato per aver aiutato il fratello Andrew a gestire lo scandalo sessuale che la scorsa estate lo portò a dimettersi da governatore dello Stato di New York.

Allison, già collaboratrice di Zucker quando lui era alla NBC, nel 2012 era stata per quattro mesi portavoce di Andrew, ma aveva lasciato quando Jeff era stato chiamato ai vertici della CNN. La relazione era cominciata quando entrambi erano ancora sposati e non era un mistero per nessuno. Avevano poi divorziato dai rispettivi consorti a pochi mesi di distanza l'uno dall'altra.

Inizialmente Zucker aveva difeso Chris Cuomo (e in questo i maligni hanno visto l'influenza della Gollust), ma poi aveva finito per metterlo alla porta quando nuove accuse di molestie sessuali avevano aggravato la posizione dell'anchor. Chris sta contestando i termini del licenziamento e, per difendere le sue rivendicazioni, ha assunto Bryan Freedman, un principe del foro di Hollywood.

Sarebbero stati proprio i legali a sollevare il caso

Secondo due fonti citate da «Politico», sarebbero stati proprio i legali a sollevare il caso: durante i negoziati sui termini del licenziamento di Cuomo, avrebbero chiesto perché il loro assistito doveva essere licenziato per un conflitto di interesse nei confronti del fratello Andrew, quando anche Zucker aveva un suo conflitto di interesse con la Gollust.

Ecco come sarebbero andate le cose, secondo Zucker: «Nel corso di un'inchiesta su Cuomo mi è stato chiesto di una relazione consensuale con la mia collega più stretta, qualcuno con cui ho lavorato per oltre vent'anni», ha scritto l'ormai ex presidente nel memo letto in diretta dagli anchor sbigottiti. «Quella relazione si è evoluta negli ultimi anni. Avrei dovuto rivelarla quando è cominciata, ma non l'ho fatto. Ho sbagliato e di conseguenza mi dimetto».

L'addio di Zucker ha effetto immediato e getta scompiglio

L'addio di Zucker ha effetto immediato e getta scompiglio nei piani del network fondato nel 1980 da Ted Turner che, con la sua parent company, dovrebbe essere acquistato nel corso del 2022 da Discovery Inc in una delle fusioni di più alto profilo nel settore dei media. Le dimissioni arrivano anche mentre la CNN sta per lanciare il progetto più ambizioso della sua lunga storia: il servizio in streaming CNN+ per cui la rete ha rubato alla Fox uno dei suoi anchor di punta, Chris Wallace.

La partenza di Zucker non cambia apparentemente la posizione della Gollust che invece resterà al suo posto: «Jeff e io siamo stati buoni amici e partner professionali per oltre 20 anni. La nostra relazione è cambiata durante il Covid. Mi rincresce che non l'abbiamo resa nota al momento giusto. Sono orgogliosa del mio lavoro in CNN e continuerò a farlo», ha dichiarato la donna che ancora l'anno scorso era data tra i papabili alla successione al vertice della rete.

Le donne della CNN sarebbero su tutte le furie perché la Gollust potrà rimanere al suo posto pur avendo taciuto anche lei per anni la relazione: «perché lei può tenere il lavoro quando è stata promossa mentre andava a letto con il capo?», ha detto una fonte del «New York Post», testata indirettamente rivale della CNN in quanto, come la FoxNews, fa parte del gruppo di Rupert Murdoch.

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