Vaticano

«La Chiesa affronti la mancanza di fede e la corruzione al suo interno»

SDA

7.9.2021 - 12:32

"Non possiamo nasconderci che la Chiesa stessa deve affrontare la mancanza di fede e la corruzione anche al suo interno", si legge nel Documento Preparatorio della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi il cui processo comincerà ad ottobre e durerà due anni.
"Non possiamo nasconderci che la Chiesa stessa deve affrontare la mancanza di fede e la corruzione anche al suo interno", si legge nel Documento Preparatorio della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi il cui processo comincerà ad ottobre e durerà due anni.
Keystone

La Chiesa deve accompagnare le persone nelle sofferenze causate dalla pandemia e dalla povertà, ma «non possiamo nasconderci che la Chiesa stessa deve affrontare la mancanza di fede e la corruzione anche al suo interno».

SDA

7.9.2021 - 12:32

È quanto si legge nel Documento Preparatorio della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi il cui processo comincerà a ottobre e durerà due anni.

«In particolare non possiamo dimenticare – sottolinea il documento del Vaticano – la sofferenza vissuta da minori e persone vulnerabili a causa di abusi sessuali, di potere e di coscienza commessi da un numero notevole di chierici e persone consacrate».

La Chiesa deve fare i conti con i «crimini di abuso» perpetrati nel tempo. Lo sottolinea il documento per l'assemblea dei vescovi. «Per troppo tempo quello delle vittime è stato un grido che la Chiesa non ha saputo ascoltare a sufficienza. Si tratta di ferite profonde – sottolinea il documento -, che difficilmente si rimarginano, per le quali non si chiederà mai abbastanza perdono e che costituiscono ostacoli, talvolta imponenti, a procedere nella direzione del 'camminare insieme'. La Chiesa tutta è chiamata a fare i conti con il peso di una cultura impregnata di clericalismo».

Il cammino sinodale, che si aprirà ad ottobre e si articolerà in un percorso di due anni, ha l'obiettivo di mettere la Chiesa in un sentiero di «conversione» perché sia sempre più «missionaria». «Lo scopo del Sinodo e quindi di questa consultazione non è produrre documenti, ma far germogliare sogni – sottolinea il documento diffuso in Vaticano -, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un'alba di speranza, imparare l'uno dall'altro, e creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani».

I vescovi sono gli «autentici custodi, interpreti e testimoni della fede di tutta la Chiesa» e «non temano perciò di porsi all'ascolto del Gregge loro affidato» ma «la consultazione del Popolo di Dio non comporta l'assunzione all'interno della Chiesa dei dinamismi della democrazia imperniati sul principio di maggioranza, perché alla base della partecipazione a ogni processo sinodale vi è la passione condivisa per la comune missione di evangelizzazione e non la rappresentanza di interessi in conflitto», si legge nel testo diffuso oggi.

Il Sinodo è un invito a «camminare insieme» all'interno della Chiesa ma anche con «l'intera famiglia umana». Per questo è necessario rafforzare il «dialogo» e le «eventuali iniziative comuni con i credenti di altre religioni, con le persone lontane dalla fede, così come con ambienti e gruppi sociali specifici, con le loro istituzioni (mondo della politica, della cultura, dell'economia, della finanza, del lavoro, sindacati e associazioni imprenditoriali, organizzazioni non governative e della società civile, movimenti popolari, minoranze di vario genere, poveri ed esclusi, ecc.)».

I cristiani in alcuni Paesi del mondo «sperimentano forme di persecuzione anche molto violente, e non di rado il martirio» ma essi stessi «non di rado» sono causa di divisione, nota il Vaticano. «Se da una parte domina una mentalità secolarizzata che tende a espellere la religione dallo spazio pubblico, dall'altra un integralismo religioso che non rispetta le libertà altrui alimenta forme di intolleranza e di violenza che si riflettono anche nella comunità cristiana e nei suoi rapporti con la società. Non di rado – sottolinea ancora il documento – i cristiani assumono i medesimi atteggiamenti, fomentando le divisioni e le contrapposizioni anche nella Chiesa».

SDA