Wally, la balena grigia smarrita, è stata avvistata in Spagna

pab

14.5.2021

Avvistamento sulle coste francesi della balenottera Wally, lo scorso 4 maggio.
Avvistamento sulle coste francesi della balenottera Wally, il 4 maggio.
KEYSTONE

Wally, la giovane balena grigia persa nel Mediterraneo a migliaia di chilometri dal suo habitat (l'Oceano Pacifico e l'Artico), è stata avvistata lo scorso fine settimana nelle acque sulla costa catalana, al largo di Barcellona e Calafell. Sempre più magra, gli esperti hanno notato che cerca di fermarsi nella foce dei fiumi. Per spiaggiarsi e morire o per nutrirsi?

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14.5.2021

Wally è in difficoltà, ma non si può far molto per aiutarla. La guardia costiera italiana prima, quella francese poi e adesso quella spagnola la stanno seguendo nel suo percorso lungo le coste del Mediterraneo, in cerca, si pensa, dello Stretto di Gibliterra che le permetterebbe di tornare nell'Oceano Atlantico.

Le guardie costiere non sono sole. Con loro ci sono i ricercatori e gli esperti del settore, ma anche loro sono praticamente impotenti. Non possono far altro che seguirla, osservarla e segnarsi ogni cambiamento nei suoi comportamenti e nel suo aspetto, che pare sempre più precario.

L'unica cosa che possono fare è cercare di allontanarla dagli innumerevoli pericoli che può incontrare lungo le coste affollate da battelli, navi, reti da pesca e altri ostacoli.

Nuota veloce

Detto altrimenti, la giovane balenottera grigia deve salvarsi da sola. Sta appunto nuotando come se avesse una meta, seguendo la corrente del Mediterraneo. Si sposta veloce, di circa 60 chilometri al giorno. Basti pensare che una settimana fa era davanti alla Camargue, ora ha superato Barcellona. Lo riporta Il Corriere della Sera, che cita gli esperti dell’Istituto italiano Tethys, punto di riferimento europeo nello studio e la tutela dei cetacei, che sono in contatto con i colleghi francesi e spagnoli.

E proprio i tecnici della fauna selvatica spagnola, come riporta il giornale locale La Vanguardia, credono che l'animale stia disperatamente cercando di continuare il suo percorso verso lo Stretto di Gibilterra da dove è entrata, ma temono che non sopravviverà.

Il pensiero che stia cercando di tornare «a casa», nel suo habitat naturale nel Pacifico, da dove si pensa si sia staccata dal branco durante la migrazione verso l'Artico, è forse romantico e suggestivo, ma la ricercatrice di Tethys Sabina Airoldi rimane molto più concreta. «Magari. Ma noi dobbiamo fare i conti con la realtà, e la realtà ci dice soprattutto che la balena non si nutre abbastanza. Questo ci preoccupa molto».

È sulla stessa lunghezza d'onda la sua collega Maddalena Jahoda: «Più che pensare se possa tornare o no nel Pacifico, badiamo a che cosa fa giorno per giorno. Dovrebbe prima attraversare l’Atlantico, e per farlo deve passare per lo Stretto di Gibilterra. Diciamo che le occorrono almeno due settimane, sempre se continua su questa rotta. E due settimane non sono poche», soprattutto se non riesce ad alimentarsi bene.

Gli avvistamenti sulla costa spagnola

La balena è stata avvistata sabato scorso davanti alla foce del fiume Besòs intorno alle 15:30 e alle 20:00 si è spostata a sud. Nel suo percorso lungo la costa, è stata sorvegliata da due imbarcazioni (una dei vigili del fuoco di Barcellona e l'altra del Soccorso marittimo) preparate per un eventuale salvataggio dell'animale e che erano state organizzate in modo che Wally non entrasse nelle spiagge o nelle foci dei porti.

L'operazione dispiegata nel fine settimana, ricorda La Vanguardia, era dovuta principalmente alla necessità di proteggere l'animale da possibili collisioni con barche agli ingressi del porto di Barcellona e altri ostacoli alla sua navigazione.

Dopo diversi avvistamenti tra giovedì e venerdì della settimana scorsa (prima a Port de la Selva e poi Empúries e Maresme), Wally è passata sotto un piccolo catamarano, secondo un marinaio, e sabato mattina è stata osservata da Guillem Figueras, un membro della squadra di soccorso del Marins Animal Recovery Center (CRAM), che ha registrato alcune immagini davanti alla foce del fiume Besòs, a Sant Adrià.

Spiaggiata? Un primo falso allarme

Sembrava fosse necessario salvare l'animale, ma era un falso allarme. «La balena ha mostrato la schiena e sembrava arenata alla foce, ma poi abbiamo visto che si trovava effettivamente sdraiata sulla sabbia nel tratto finale del fiume», dice Figueras. «Stava affrontando la corrente del Besòs, prima di svoltare e proseguire verso sud», dice.

«L'animale sembrava debole, ha perso peso e non sappiamo per quanto tempo può reggere», aggiunge. La balena ha proseguito verso sud, in un percorso che Figueras considera pieno di pericoli, poiché l'animale si muove vicino alla costa e si trova a suo agio nelle zone sabbiose, tanto che la fascia marittima, molto frequentata, può essere una corsa a ostacoli.

«Vedremo se raggiunge Gibilterra, poiché è un viaggio molto complicato, in cui può imbattersi in imbarcazioni di ogni tipo, attrezzi da pesca, palangari, barche a vela e infrastrutture», spiega il tecnico CRAM.

Le immagini video di Willy

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La rete di studiosi che la segue a distanza sta studiando le foto che le vengono scattate con i droni, cercando di stimarne il dimagrimento giorno dopo giorno. I dati non sono confortanti. La dottoressa Jahoda, che ha avuto modo di vedere un video in cui si vede Wally nuotare a circa due metri dalla riva, ha dei dubbi: nuota in acque così basse nel tentativo di trovare da mangiare o rischia di spiaggiarsi, e morire, perché è troppo indebolita?

Alla ricerca di cibo, ma se ne sono perse le tracce

Santiago Palazón, biologo e tecnico del servizio Fauna e Flora della Generalitat, propende per la prima ipotesi. Sottolinea che nel sud della Francia la balena è entrata nella foce di un fiume a circa 100 metri. A suo avviso quindi, il fatto che sia rimasta a lungo alla foce del Besòs potrebbe essere dovuto al fatto che il flusso dell'acqua fornisce nutrienti e microrganismi di cui la balena si nutre.

«Tutto indica che l'animale cerchi gli sbocchi di acqua dolce dei fiumi per recuperare le forze», spiega Palazón. «È un animale più magro del normale, tanto che si possono vedere le sue vertebre», osserva.

La balena è stata avvistata anche da alcuni bagnanti e dalla polizia municipale molto vicino alla spiaggia tra Cunit e il frangiflutti del porto di Segur de Calafell.

I tecnici del CRAM hanno effettuato un'indagine in quest'area, ma non sono riusciti a localizzarla a causa del mare mosso. Alla fine si è allontanata e non è più stata osservata, il che per Palazón «è un buon segno», segno di non essere disturbata.

La storia di Wally

Wally è entrata nel Mediterraneo attraverso lo stretto di Gibilterra e ha seguito la costa marocchina prima di attraversare le coste italiane, dove è stata avvistata per la prima volta un mese fa, il 14 aprile. Si stima abbia circa due anni ed è lunga quasi otto metri.

Le balene grigie del Pacifico migrano tipicamente lungo la costa occidentale degli Stati Uniti verso l'Artico, ma i biologi ritengono che il riscaldamento globale possa aprire nuove rotte verso nord.

Non è la prima volta che un esemplare di questa specie viene rilevato nel Mediterraneo, il precedente più recente è del 2010, ma si tratta senza dubbio di un'osservazione straordinaria, di cui si stanno ottenendo anche immagini e dati ad oggi non noti.