Caso Assange: la Corte londinese ribalta il verdetto contro l'estradizione

SDA

10.12.2021 - 11:31

È stato ribaltato il verdetto che negava l'estradizione di Julian Assange agli Usa.
Keystone

L'Alta Corte di Londra ha ribaltato la sentenza di primo grado emessa lo scorso gennaio che negava l'estradizione di Julian Assange dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti.

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10.12.2021 - 11:31

È stato così accolto il ricorso del team legale americano che si opponeva al «no» alla consegna dell'ex primula rossa sulla base di un asserito pericolo di suicidio legato - secondo una perizia - al prevedibile trattamento giudiziario e carcerario. È quindi previsto che il caso venga rinviato al tribunale di grado inferiore per essere ascoltato nuovamente.

I giudici britannici hanno quindi accolto le rassicurazioni sul trattamento in carcere di Assange, una volta che fosse estradato negli Stati Uniti, fatte dalle autorità americane per evitare un temuto suicidio.

Lord Burnett ha infatti dichiarato: «Questo rischio è a nostro giudizio escluso dalle rassicurazioni che vengono offerte». E ha aggiunto: «Questa conclusione è sufficiente per determinare il ricorso a favore degli Stati Uniti».

Ci si aspetta che Assange presenterà un ricorso contro la decisione. Intanto si sono levate le grida di protesta tra i tanti sostenitori di WikiLeaks che si trovano davanti alle Royal Courts of Justice nella capitale britannica.

Wikileaks: «La sentenza è un grave errore»

«Un grave errore giudiziario»: così Stella Moris, compagna di Julian Assange e membro del suo team legale, ha definito, in un post pubblicato su Twitter da Wikileaks.

Moris ha annunciato la volontà di fare ricorso «al più presto possibile» alle autorità giudiziarie del Regno Unito. Il 50enne australiano fondatore di Wikileaks che Washington insegue senza tregua da oltre 10 anni, per la diffusione di documenti segreti, rischia una condanna a 175 anni di carcere negli Stati Uniti.

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