Crisi politica

Persiste la crisi in Bolivia

ATS

14.11.2019 - 20:53

Sostenitori del presidente dimissionario Evo Morales
Source: KEYSTONE/AP/NATACHA PISARENKO

Per il quarto giorno decine di migliaia di militanti del presidente dimissionario Evo Morales si sono trasferiti oggi a La Paz, esigendo le dimissioni della presidente ad interim Jeanine Anez e il ritorno alla istituzionalità in Bolivia.

Il nuovo governo, formato da membri del partito di opposizione Unidad democratica e altri vicini al comitato civico di Santa Cruz del leader della rivolta, Luis Fernando Camacho, avanza comunque per la sua strada, cercando di superare gli scogli costituiti dall'assenza di sostegno parlamentare, cosa che mette in discussione la legittimità della maggior parte dei suoi atti.

«Indagine approfondita» sui 14 anni di Governo Morales

La presidente Anez ha ribadito di voler governare «anche senza approvazione di Camera e Senato» e ha annunciato di avere avviato una «indagine approfondita» sui quasi 14 anni di governo di Morales, di pensare ad una amnistia per gli oppositori all'estero, e di voler realizzare elezioni «al più presto».

Ma la situazione non è semplice perché la comunità internazionale, sia favorevole sia contraria alla nuova gestione, ha chiesto che tutte le iniziative siano nel rispetto della Costituzione nazionale.

Ad esempio, complica i propositi del governo il fatto che la Camera dei deputati abbia un nuovo presidente, Sergio Choque, del Movimento al socialismo (Mas) che rappresenta più dei due terzi del Parlamento. Lo stesso potrebbe avvenire per il Senato, dove la presidente Adriana Salvatierra del Mas, ha revocato le dimissioni presentate domenica e chiede ora una riconferma dalla Camera Alta.

La situazione può diventare esplosiva in qualsiasi momento

Tutto ciò lascia presagire che la situazione può diventare esplosiva in qualsiasi momento. Per questo il segretario generale dell'Onu, Antonio Guteress, ha chiesto al suo inviato personale Jean Arnault di partire oggi stesso per La Paz e offrire appoggio per «raggiungere una soluzione pacifica della crisi».

Nell'apertura di questo spazio diplomatico potrebbe inserirsi anche la Russia che oggi, un po' a sorpresa, ha offerto un riconoscimento provvisorio alla presidente Anez, chiarendo che per Mosca quanto è accaduto costituisce «un colpo di stato».

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha spiegato che «solo dopo lo svolgimento di libere elezioni si potrà procedere a un effettivo riconoscimento di legittimità.

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