Grosso passo avanti nelle riforme dell'AVS e del Secondo pilastro 

fc, ats

7.12.2021 - 15:16

La sala del Consiglio nazionale munita di plexiglas
Keystone

Passo in avanti in vista dell'adozione della riforma dell'AVS: oggi il Consiglio nazionale ha adottato un compromesso sulla compensazione relativa all'aumento dell'età pensionabile delle donne che prevede un periodo transitorio di nove anni.

fc, ats

7.12.2021 - 15:16

La Camera ha in seguito iniziato ad affrontare la riforma del Secondo pilastro. Nell'attesa della votazione sulla riduzione del tasso di conversione, che avrà luogo domani, i deputati hanno approvato il dimezzamento della deduzione di coordinamento.

I due dossier – AVS e Secondo pilastro – sono trattati separatamente. La sinistra avrebbe nuovamente voluto riunirli, ma la proposta è stata bocciata con 136 voti contro 28 e 29 astenuti.

AVS

Il punto più discusso della riforma AVS 21 è l'aumento a 65 anni dell'età pensionabile per le donne, un incremento già adottato dalle Camere nelle scorse sedute. In merito alle misure di compensazione, il Nazionale ha deciso di impiegare, per le prime nove classi d'età, il 32% dei mezzi risparmiati da versare come supplementi di rendita.

Il supplemento sarà modulato a seconda del reddito e aumentato per i redditi medio-bassi. Le donne della generazione transitoria che percepiscono redditi medi o bassi potranno poi beneficiare di condizioni più favorevoli rispetto alla versione degli Stati per il pensionamento anticipato.

Oggi il Nazionale era anche chiamato a discutere anche di un eventuale finanziamento dell'AVS da parte della Banca nazionale svizzera (BNS). Con 117 voti contro 77 ha deciso di mantenere questa possibilità invisa agli Stati. Tra le due Camere sussistono anche altre divergenze, ad esempio per quel che concerne l'assegno per grandi invalidi.

Altro elemento «faro» della riforma è l'aumento dell'IVA di 0,4 punti percentuali. Questo aspetto è già stato approvato dalle due Camere in prima lettura.

Secondo pilastro

Dopo aver concluso il dibattito sull'AVS, il Consiglio nazionale si è gettato a capofitto nella riforma della LPP. Il progetto è stato elaborato dal Consiglio federale assieme ai datori di lavoro e ai sindacati. Punto chiave della riforma: la riduzione del tasso minimo di conversione dal 6,8 al 6%. Questo aspetto, che non è contestato, non è ancora stato votato, lo sarà domani mattina.

Per evitare una diminuzione eccessiva delle rendite – l'abbassamento dell'aliquota comporterebbe infatti una loro contrazione di circa il 12% – il Nazionale ha già adottato oggi misure per aumentare l'avere di vecchiaia disponibile al momento del pensionamento. Tra queste figura il dimezzamento della deduzione di coordinamento, ossia della soglia d'entrata al Secondo pilatro. Dagli attuali 25'095 franchi si passerà a 12'443.

Altra novità: i lavoratori inizieranno a versare accrediti vecchiaia già a 20 anni. Oggi dai 25 anni. Il progetto prevede poi una modifica delle aliquote per gli accrediti di vecchiaia prelevati sul salario, con il passaggio a due sole categorie d'età.

fc, ats