«L'UE intervenga»

L'Eurocamera condanna la legge ungherese anti-Lgbtiq

SDA

8.7.2021 - 18:29

Il Parlamento europeo "«condanna con la massima fermezza»" la recente legislazione ungherese anti-Lgbtiq e denuncia lo smantellamento della democrazia e dello stato di diritto in Ungheria.
Keystone

Il Parlamento europeo «condanna con la massima fermezza» la recente legislazione ungherese anti-Lgbtiq e denuncia lo smantellamento della democrazia e dello stato di diritto in Ungheria.

SDA

8.7.2021 - 18:29

In una risoluzione adottata oggi gli eurodeputati descrivono la legge come una chiara violazione dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta, dai Trattati e dalla legislazione dell'Ue relativa al mercato interno. Nel testo si chiede alla Commissione di avviare una procedura d'infrazione accelerata. Il testo è passato con 459 sì, 147 no e 58 astenuti.

Il Parlamento Ue sottolinea che non si tratta di un caso isolato, ma «costituisce piuttosto un ulteriore esempio intenzionale e premeditato del graduale smantellamento dei diritti fondamentali in Ungheria», dove l'ostilità nei confronti delle persone Lgbtiq e le campagne di disinformazione sono diventate strumenti di censura politica.

Tali violazioni dei diritti umani sono parte di una più ampia agenda politica che sta portando allo smantellamento della democrazia e dello Stato di diritto, compresa la libertà dei media, e dovrebbero essere considerate violazioni sistematiche dei valori Ue, aggiungono i deputati.

Promozione della diversità per garantire il rispetto degli interessi dei bambini

Esempi recenti di questo problema includono l'emendamento alla Costituzione del paese per dichiarare che «la madre è donna e il padre è uomo», e il divieto di fatto del riconoscimento legale del genere per le persone transgender e intersessuali.

In questo contesto, i deputati affermano che la promozione della tolleranza, dell'accettazione e della diversità dovrebbero fungere da principi guida per garantire il rispetto degli interessi dei bambini.

I deputati chiedono alla Commissione di avviare una procedura d'infrazione accelerata e di utilizzare, se necessario, tutti gli strumenti procedurali della Corte di giustizia, come misure provvisorie e sanzioni per inadempienza. Inoltre, chiedono ai Paesi Ue di portare la questione alla Corte di giustizia Ue in caso di inerzia della Commissione e di presentare un ricorso interstatale alla Corte europea dei diritti dell'uomo.

SDA