G20: Maurer perora la causa dei paesi piccoli e innovativi

mc, ats

10.7.2021 - 21:50

Il ministro delle finanze Ueli Maurer durante la conferenza stampa di questa sera.
Keystone

Gli interessi dei paesi piccoli e innovativi siano tenuti in considerazione nella discussione sulla tassazione globale delle imprese.

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10.7.2021 - 21:50

Lo ha ribadito il consigliere federale Ueli Maurer all'incontro dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali del G20 a Venezia, al quale ha partecipato assieme al presidente della Banca nazionale Thomas Jordan.

I parametri di riferimento sulla tassazione dell'economia pubblicati dall'OCSE il primo luglio sono stati accolti con favore, precisa un comunicato del Dipartimento federale delle finanze (DFF). I ministri delle finanze del G20 si aspettano però un rapporto dettagliato sull'attuazione della tassazione internazionale delle imprese entro la riunione di ottobre.

Già in occasione della riunione dell'OCSE il primo luglio, la Svizzera aveva espresso riserve e chiesto esplicitamente che la formulazione definitiva delle norme «tenga debitamente conto degli interessi dei Paesi piccoli e innovativi e che l'attuazione delle norme rispetti i processi legislativi nazionali».

Maurer: «Riforma inevitabile»

Nel corso di una conferenza stampa a Berna tenutasi in serata, Maurer ha detto che una riforma fiscale internazionale è inevitabile. I passi concreti non sono ancora stati chiariti, ma all'interno del G20 c'è intesa sulla direzione di marcia da intraprendere.

La riforma si basa su due pilastri: la tassazione con aliquota minima del 15% e la tassazione dei profitti delle multinazionali nei Paesi in cui operano. Si è convenuto di applicare quest'ultimo punto alle 100 maggiori aziende al mondo. In Svizzera, cinque sarebbero interessate dalla misura. La tassa digitale inizialmente ventilata è stata invece abbandonata, il che, secondo Maurer, fa tirare un grosso sospiro di sollievo.

L'aliquota del 15% non è ancora stata scolpita nella pietra, ma ci sarà, ha precisato Maurer. A essere toccate sarebbero le imprese con un fatturato di almeno 750 milioni di euro, ovvero oltre 250 società elvetiche, senza dimenticare quelle straniere con sede nella Confederazione.

È importante che Berna abbia un certo margine di manovra nel calcolo dei profitti aziendali, ha proseguito il titolare del DFF. Quello che è chiaro è che la Svizzera dovrà cercare di segnare punti con qualcosa di diverso dalle tasse se la pressione fiscale sarà ovunque la medesima.

Altri fattori diventeranno quindi essenziali, come una valuta forte, un'amministrazione digitale efficiente, una forza lavoro ben formata, un alto grado di sicurezza e una buona qualità della vita. Maurer ritiene comunque ambiziosa la tabella di marcia per l'attuazione della riforma fiscale internazionale, che dovrebbe entrare in vigore nel 2023. La Svizzera, con le sue 26 diverse leggi fiscali cantonali, non sarebbe in grado di raggiungere tale obiettivo.

Altri temi del G20

Gli altri temi discussi all'incontro di Venezia riguardavano la ripresa economica irregolare dopo la pandemia e la sfida posta ai mercati finanziari dal cambiamento climatico.

I ministri delle finanze del G20 e i governatori delle banche centrali hanno vagliato proposte per sostenere i paesi più poveri di fronte alla pandemia in corso. Un gruppo di esperti di alto livello presenterà un rapporto sul finanziamento dell'azione globale contro le future pandemie a una riunione congiunta dei ministri delle finanze e della salute del G20 entro ottobre, precisa la nota.

Altri argomenti includevano una base comune per il reporting sui rischi climatici nel settore finanziario e il rafforzamento della resilienza del settore non bancario. Maurer ha sottolineato l'importanza di una prospettiva di politica economica sostenibile a lungo termine. Oltre al sostegno alla liquidità, sono necessarie anche una sana politica economica e riforme strutturali. Ha inoltre sottolineato il ruolo del settore finanziario nel raggiungimento degli obiettivi climatici.

La Svizzera è stata coinvolta nei lavori del G20 Finance Track, su invito della presidenza di turno italiana. Partecipa quindi a gruppi di lavoro a livello tecnico e alle riunioni dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali e dei loro vice.

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