Biden e Trump paragonabili?

Philipp Dahm

30.4.2021

Completamente diversi: Melania Trump, l'ex presidente Donald Trump, e l'allora sfidante democratico Joe Biden, il 22 ottobre del 2020, dopo un duello televisivo.
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Un tentativo di paragonare l'incomparabile. Chiunque contrapponga i primi 100 giorni in carica di Donald Trump e Joe Biden deve arrivare a una conclusione: questo mondo è completamente diverso da quello di quattro anni fa.

Philipp Dahm

30.4.2021

In realtà, paragonare i loro primi 100 giorni di mandato è inutile: Joe Biden ha assunto il comando degli Stati Uniti a gennaio, nel mezzo di una pandemia, l'economia è in calo e il tasso di disoccupazione è del 6,3%.

Pasqua durante la pandemia: Jill Biden, il coniglio pasquale e Joe Biden, tutti con mascherina, il 5 aprile 2021 sul balcone della Casa Bianca.
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Oggi, gli Stati Uniti sono improvvisamente il campione mondiale di vaccinazione, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) prevede una crescita economica del 6%, 1,3 milioni di nuovi posti di lavoro sono stati creati, secondo Biden. E il democratico conta proprio su questo per ricostruire.

Quando Donald Trump è diventato presidente degli Stati Uniti, il tasso di disoccupazione era del 4,8% ed è sceso ulteriormente al 4,4% ad aprile. È così che sarebbe poi continuato, con ad esempio, nel 2019 una media di appena il 3,7%.

Ma i temi dominanti nei primi 100 giorni di Trump dopo l'insediamento sono stati diversi. E ci sono sempre state polemiche, come per esempio quella sulla cerimonia d'investitura e il numero degli spettatori, quella sul divieto di ingresso dei musulmani nel Paese o quella sulla nuova linea dura nei confronti degli immigrati.

21 gennaio 2017 a Washington:: in occasione della «Women’s March» centinaia di migliaia di persone manifestano contro l'insediamento di Donald Trump.
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Insomma, il Paese nel 2021 non è nelle condizioni in cui era nel 2017. Anche un confronto sui numeri nudi e crudi non farebbe chiarezza, mentre la quantità di decreti o leggi non direbbe nulla sulla qualità della presidenza. 

I fatti

L'unico ordine esecutivo che permane fin dai primi giorni di Trump è il numero 13767 per rendere sicuro il confine nel sud: il muro che il Messico pagherebbe. Con Joe Biden, è probabile che sia il pacchetto di aiuti per la pandemia, del valore di 1.900 miliardi di dollari.

Una foto del 25 marzo 2017 scattata a Huntington Beach, California. Una folla di sostenitori di Trump durante la marcia «Make America Great Again». In seguito si scontrarono con attivisti che formavano un «muro umano» («human wall»).
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Ma anche se paragonare i due uomini è come paragonare mele e pere, ecco i fatti nudi e crudi: Donald Trump ha firmato 28 leggi nei suoi primi 100 giorni, Joe Biden solo undici. Ma Biden è in vantaggio negli ordini esecutivi, 42 contro 33.

Biden batte anche Trump negli indici di gradimento, con il 54% rispetto al 42%. E mentre il democratico arriva finora a sei tweet al giorno, erano in media 18 per il repubblicano fino alla sospensione del suo account.

Percorsi in contrasto

Un numero entusiasmante è quello delle leggi e degli ordini esecutivi ritirati. Donald Trump ha ritirato dodici misure del suo predecessore Barack Obama nei primi 100 giorni. Joe Biden ne ha ritirati ben 62 entro il 25 aprile. I cambiamenti del 2017 all'Obamacare hanno fatto più scalpore, mentre per Biden sarà probabilmente ricordato il rientro degli Stati Uniti nell'accordo sul clima di Parigi.

9 marzo 2017: anche nella Piazza federale di Berna si protesta contro la nuova politica e le regole di viaggio americane.
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Nei primi 100 giorni di Donald Trump una cosa è risultata chiara: dove era diretto. Le sue prime misure sono state sull'immigrazione, il diritto di soggiorno, la deregolamentazione - soprattutto sulla protezione dell'ambiente, l'ammorbidimento della protezione dei consumatori, e la presentazione di una massiccia riforma fiscale di cui hanno beneficiato principalmente le imprese e le persone con redditi elevati.

La prima misura di Joe Biden? Contrastare. Ha revocato l'ordine esecutivo sul trattamento dei rifugiati, così come il permesso di costruire un oleodotto attraverso una riserva. Il 78enne vuole trasformare l'economia in modo ecologico e investire in istruzione e scienza. Il piano deve essere pagato con aumenti delle tasse per i ricchi e le aziende che fino ad ora non ne hanno pagate.

C'è un terreno comune?

C'è anche un terreno comune in questo duello tra la destra e la sinistra? Sì, c'è. Per esempio, nell'atteggiamento verso la Cina. Rispetto a Barack Obama, Donald Trump ha adottato una linea molto più dura contro Pechino dopo aver istigato una guerra commerciale in cui ha potuto celebrare dei successi.

Visita ufficiale nella residenza di Trump di Mar-a-Lago, Palm Beach, Florida, il 6 aprile 2017. Da sinista, il genero e consigliere di Trump Jared Kushner, Peng Liyuan, moglie del presidente cinese Xi Jinping, seduto al centro accanto a Donald Trump e alla moglie Melania.
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Biden non si è allontanato da questa rotta e nel suo ultimo discorso ha nuovamente sottolineato che non sta pensando di ritirarsi dall'Indo-Pacifico e di abbandonarvi gli alleati. E anche se Joe Biden non è così isolazionista come lo era Donald Trump, il democratico ha ormai realizzato, per esempio, il ritiro delle truppe dall'Afghanistan.

L'«America First» non è affatto finito con la transizione di potere: Biden ha anche appena ribadito che gli investimenti devono rimanere nel paese. Il motto sarà sempre «Buy American», ha assicurato quando ha presentato i suoi piani che valgono miliardi.

In conclusione?

Che i primi 100 giorni dei due presidenti si siano svolti sotto auspici completamente diversi è chiaro. Non solo le loro politiche sono diametralmente diverse, ma Biden rende chiaro a parole e a fatti che lui è l'opposto di Donald Trump.

Donald Trump nel suo discorso alla Camera dei rappresentanti il 28 febbraio 2017 a Washington. Alle sue spalle il Vicepresidente Mike Pence (a sinistra) e l'oratore Paul Ryan.
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Lo ha sottolineato anche nella sua dichiarazione alla Camera dei Rappresentanti quando ha detto: «Noi scegliamo la speranza a posto della paura, la verità al posto della menzogna e la luce al posto dell'oscurità». Dopo 100 giorni di salvataggio e rinnovamento, l'America è pronta a decollare, tornare al lavoro e sognare di nuovo».

Nuovi interpreti: Joe Biden durante il suo discorso del 28 aprile 2021. Alle sue spalle la vicepresidente Kamala Harris e la speaker della Camera Nancy Pelosi.
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Resta da vedere se sarà realmente così. Anche Trump, quattro anni fa aveva pronunciato belle parole. Si tratta per Biden di prendere le distanze anche verbalmente dal suo predecessore. Quod erat demonstrandum: semplicemente, questi due presidenti, non vogliono essere paragonati.