Iran

Khamenei: «Gli USA dietro le proteste, i giovani dovrebbero essere puniti»

SDA

3.10.2022 - 20:10

Gli Stati Uniti e Israele hanno «pianificato» le proteste in Iran. Lo afferma la Guida Suprema Ali Khamenei nella sua prima dichiarazione pubblica dopo oltre due settimane di manifestazioni seguite alla morte di Mahsa Amini, la 22enne curda arrestata a Teheran dalla polizia morale perché non portava il velo in modo adeguato.

Studenti di varie università in Iran hanno continuato a protestare questa mattina, come avviene dalla scorsa settimana, per Mahsa Amini, la 22enne curda morta il 16 settembre dopo essere stata arrestata dalla polizia morale perché non portava il velo in modo corretto.
Studenti di varie università in Iran hanno continuato a protestare questa mattina, come avviene dalla scorsa settimana, per Mahsa Amini, la 22enne curda morta il 16 settembre dopo essere stata arrestata dalla polizia morale perché non portava il velo in modo corretto.
KEYSTONE/EPA

SDA

3.10.2022 - 20:10

I «disordini» sono stati «ideati e pianificati dagli Stati Uniti, dal falso e usurpatore regime sionista e dai loro seguaci. I nemici hanno abusato della questione per creare insicurezza nel Paese con l'aiuto di alcuni iraniani traditori all'estero», ha tuonato Khamenei, accusando di sostegno alle proteste anche «gli Stati nella regione mercenari» di Washington, «tra cui l'Arabia Saudita».

Dichiarandosi «dispiaciuto» per la morte della giovane, la Guida suprema ha detto che le forze di sicurezza «sono state oppresse» durante le rivolte.

«Tolleranza zero con in manifestanti»

Solo pochi giorni fa un rapporto di Amnesty International aveva invece rivelato come le autorità iraniane avessero ordinato alle forze di sicurezza di utilizzare tolleranza zero contro i manifestanti per fermare la protesta «ad ogni costo».

Dall'inizio delle dimostrazioni, vari membri delle forze di sicurezza iraniane sono rimasti uccisi durante gli scontri e, venerdì scorso, due colonnelli delle Guardie della Rivoluzione e un agente delle forze paramilitari Basij hanno perso le vita a Zahedan, nel sud est del Paese, durante l'attacco a una caserma delle forze dell'ordine.

Oltre 100 morti tra i manifestanti?

La scorsa settimana, l'agenzia Fars, vicina ai pasdaran, aveva parlato di 60 vittime tra agenti e manifestanti. Mentre stando a una dichiarazione di domenica della ONG con sede ad Oslo «Iran Human Rights», i dimostranti rimasti uccisi sono 133 e l'utilizzo di internet è in parte limitato.

Secondo media iraniani con sede all'estero, gli arrestati sarebbero migliaia, tra cui almeno 37 giornalisti, mentre il ministero dell'Intelligence venerdì aveva annunciato il fermo di «nove cittadini stranieri» provenienti da Germania, Polonia, Italia, Francia, Paesi Bassi, Svezia» e altri Paesi.

Gli USA «Inorriditi»

La Casa Bianca si è detta «inorridita e allarmata dalla repressione delle proteste». Lo ha ribadito la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, in un briefing con la stampa a bordo dell'Air Force One che sta portando il presidente americano Joe Biden a Puerto Rico.

«Anche se siamo impegnati in negoziati con l'Iran sul nucleare non cederemo di un millimetro sui diritti umani e delle donne nel Paese», ha detto.

«Punire i giovani»

«Tra il piccolo numero di rivoltosi, ci sono anche giovani... dovrebbero essere puniti in modo che si rendano consapevoli dei fatti», ha minacciato però Khamenei.

Ha poi invitato la magistratura a mettere sotto processo anche membri del gruppo Mojahedin-e-Khalq Organization (Mko) – ritenuto terrorista da Teheran – oltre a separatisti, monarchici e membri della famiglia dei servizi segreti dello scià spodestato che, secondo la Guida suprema, avrebbero partecipato alle rivolte.

La protesta nelle Università

Nel frattempo, le manifestazioni nel Paese continuano e dalla scorsa settimana hanno coinvolto anche il mondo dell'università.

Studenti in varie città hanno lanciato un appello per boicottare le lezioni, che in alcuni atenei già si svolgono on-line per evitare assembramenti, e manifestare.

Video postati da attivisti sui social media mostrano proteste tenutesi oggi nelle università di Tabriz, Shiraz, Mashdad, Sanandaj, Semnan, Kermanshah e Birjand, oltre che a Teheran.

Gli studenti hanno chiesto il rilascio di alcuni colleghi arrestati ieri nell'Università Sharif, sempre nella capitale, dove ci sono stati forti scontri durante una protesta e le lezioni sono state sospese a causa dei disordini.

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