Guerra All'Ucraina resta poca luce: «Chi può vada via»

SDA

19.11.2022 - 21:00

Un appello a lasciare il Paese a causa della mancanza della luce.
Un appello a lasciare il Paese a causa della mancanza della luce.
Keystone

Lasciare l'Ucraina: chi può vada via per qualche mese, per non pesare sulla rete elettrica, perché la luce serve ai servizi essenziali, agli ospedali.

SDA

19.11.2022 - 21:00

A lanciare l'appello è il capo della più grande azienda energetica privata dell'Ucraina, la Dtek, che fornisce più di un quarto dell'elettricità al Paese.

Il suo ad, Maxim Timchenko, ha spiegato alla Bbc che «se si consuma di meno, poi gli ospedali con i militari feriti avranno l'alimentazione garantita». L'ulteriore conferma che a scandire questa guerra c'è la lotta contro il buio e il freddo di un inverno in cui la tregua – che sia sperata, paventata o promessa – non è ancora all'ordine del giorno.

Bombardamenti in molte regioni

Dal terreno infatti le notizie che giungono sono di guerra quotidiana: secondo fonti ucraine nel villaggio di Belozerka nella regione di Kherson, soldati russi hanno sparato contro un punto di distribuzione di aiuti umanitari mentre veniva consegnato il pane ai civili e cinque persone sono rimaste ferite. Lo ha riferito il vice capo dell'ufficio presidenziale Kirill Timoshenko, citato da Ukrainska Pravda.

Nella regione di Zaporizhzhia in 24 ore le forze russe hanno bombardato 16 insediamenti uccidendo almeno una persona, stando all'amministrazione militare dell'oblast.

Attacco russo anche a Kramatorsk, nel Donetsk: le truppe della Federazione hanno colpito un'area residenziale della città, danneggiando 14 tra singole abitazioni e condomini, ha reso noto il governatore Pavlo Kyrylenko citato dal Kyiv Independent, con un bilancio di almeno due vittime. Le foto pubblicate dai media internazionali mostrano i crateri lasciati dalle bombe e le case distrutte.

Esplosioni a Kherson

E ancora a Kherson, dove l'esercito russo è tornato a bombardare, dopo il ritiro di otto giorni fa: nei video postati dagli abitanti dopo le esplosioni una densa colonna di fumo si alza sopra la città, tra diverso incendi.

La vicepremier ucraina, Iryna Vereshchuk, ha intanto annunciato l'inizio dell'evacuazione dei civili che hanno subito danni alle loro case o che sono troppo anziani e malati per affrontare il freddo inverno nella città appena liberata, ma allo stremo, senza elettricità, acqua e riscaldamento.

Vereshchuk ha sottolineato che non si tratta di un ordine obbligatorio ma di un invito per mettere le persone al riparo temporaneamente: «Per l'evacuazione verso i distretti occidentali lo Stato si assume la responsabilità del trasporto, le persone devono essere portate nel luogo in cui trascorreranno l'inverno. Verranno forniti case, cure, tutto ciò che serve».

L'inverno sarà difficile

L'inverno di guerra si prospetta duro e non finirà – per Kiev – fino a quando non avrà ripreso tutto il territorio che ritiene «suo», Crimea compresa. Dove le forze ucraine si preparano all'offensiva, per chiudere il conflitto entro la primavera.

A tratteggiare questo scenario è stato il viceministro ucraino della Difesa, Volodymyr Gavrylov. Lo ha spiegato in dettaglio in un'intervista a Sky News, ribadendo poi che i colloqui di pace con il Cremlino potranno avvenire solo quando la Russia avrà abbandonato «ogni centimetro dell'Ucraina».

Una pace, insiste dal canto suo il presidente Zelensky, non potrà essere definita tale con «concessioni della nostra terra o della nostra sovranità».

I compromessi – aggiunge – «porteranno nuovo sangue», mentre su Mosca non ha dubbi: «La Russia sta cercando ora di raggiungere una breve tregua per recuperare le forze. Qualcuno la chiamerebbe la fine della guerra», ma «la sola fine della guerra non garantisce la pace: una pausa non farà altro che peggiorare la situazione».

A Kiev intanto è arrivato sabato Rishi Sunak, il nuovo primo ministro britannico, per ribadire il fermo sostegno di Londra a Zelensky a cui ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti, nuovi sistemi di difesa aerea per 50 milioni di sterline.

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