In Madagascar la prima carestia da cambiamenti climatici

SDA

23.10.2021 - 17:26

Nel sud del Madagascar la popolazione sopravvive mangiando cavallette e foglie di cactus. Più di un milione di persone è alla fame per quella che può essere definita la prima carestia da cambiamenti climatici, afferma il Programma alimentare mondiale (PAM) dell'ONU.
Keystone

Nel sud del Madagascar la popolazione sopravvive mangiando cavallette e foglie di cactus. Più di un milione di persone è alla fame per quella che può essere definita la prima carestia da cambiamenti climatici, afferma il Programma alimentare mondiale (PAM) dell'ONU.

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23.10.2021 - 17:26

Nel sud del Madagascar, regione interessata ormai da anni dalla siccità, la mancanza di pioggia impedisce i raccolti e le comunità rurali hanno esaurito le loro scorte alimentari. Il paesaggio è dunque sempre più disperante con villaggi circondati da campi aridi e piante di pomodoro completamente bruciate per la mancanza di acqua.

Chi viveva del lavoro dei campi è stato costretto a scelte disperate per sopravvivere, come la vendita del bestiame per ottenere il denaro utile ad acquistare gli alimenti che fino a poco tempo fa questi agricoltori producevano autonomamente.

Ma c'è anche chi ha dovuto vendere la casa e la terra. Sempre più spesso poi le famiglie sono costrette a ritirare da scuola i bambini per utilizzare le forze di tutti i membri della famiglia per provare a sopravvivere. Ciò implica un impatto negativo sull'istruzione dei giovani.

Un ecosistema unico

Il Madagascar, la quarta più grande isola del mondo, possiede un ecosistema unico che comprende piante e animali che non si trovano in nessun altra parte del mondo. Normalmente il Paese vive una stagione secca da maggio a ottobre e una stagione delle piogge che inizia a novembre. I cambiamenti climatici hanno modificato questo ciclo naturale danneggiando irrimediabilmente i piccoli agricoltori.

E secondo il Programma Alimentare Mondiale il dramma che si vive in Madagascar potrebbe riguardare presto altri Paesi se non ci si prepara a reagire agli shock climatici.

È dunque importante usare l'opportunità della prossima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici COP26, che si terrà a Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre, perché i governi si concentrino sulla gestione del rischio piuttosto che sulla risposta alle crisi. Secondo il PAM, infatti, è importante dare priorità ai finanziamenti per i programmi di adattamento al clima, per aiutare i paesi a mettere in atto un migliore sistema di gestione del rischio.

''Se non di fa nulla – conclude l'agenzia delle Nazioni Unite – la fame aumenterà esponenzialmente nei prossimi anni a causa dei cambiamenti climatici».

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