«Perché mandare via i pompieri durante un incendio?»

Philipp Dahm

23.10.2020

«Last Week Tonight»: John Oliver (a destra) parla della guerra scatenata da Donald Trump contro l’OMS.
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Anche se il budget dell’OMS è pari a quello di un grande ospedale statunitense, Donald Trump vuole voltare le spalle all’organizzazione. «Last Week Tonight» demolisce le argomentazioni del presidente.

Non è un segreto che gli Stati Uniti vogliano uscire dall’Organizzazione mondiale della sanità: l’OMS è uno dei capri espiatori preferiti di Donald Trump, ricorda John Oliver al pubblico del «Last Week Tonight». Il presidente ha già dichiarato di non essere «soddisfatto» dell’organizzazione, la quale deve «vergognarsi», che è un «burattino» e perfino «letteralmente un organo della Cina».

Sono sei mesi che Donald Trump cerca di distogliere l’attenzione dalla sua politica di lotta contro la pandemia utilizzando questo genere di critiche graffianti, spiega il presentatore. In realtà, lo statuto dell’OMS non prevede nemmeno la possibilità che un paese possa uscirne. Tuttavia, il fatto di essere stata la prima superpotenza mondiale per un secolo buono comporta dei vantaggi: «diversi decenni fa», gli Stati Uniti hanno fatto passare una risoluzione che gli permetteva di essere la sola nazione al mondo a poter prendere questa decisione – con un preavviso di un anno.

«Perché hanno previsto di fare questo, un giorno?», si domanda John Oliver, alquanto incredulo. Il ritiro dall’OMS deciso da Donald Trump diventerà effettivo il 6 luglio 2021: per il presentatore si tratta di un altro fattore che che fa del 3 novembre, data delle elezioni, un giorno molto importante.

Più di un miliardo di famiglie visitate in India

Eppure l’OMS non provoca rischi. Agisce solo se lo Stato in questione dà l’autorizzazione e sostiene questa azione. John Oliver elenca gli obiettivi dell’ONU: avvisare dei rischi, combattere le malattie, promuovere politiche sanitarie e facilitare l’accesso alle cure. Ma l'OMS non può sanzionare: «Non ha il potere di far applicare le sue raccomandazioni.»

Uscita prevista per luglio: Donald Trump annuncia il ritiro degli Stati Uniti dall’OMS.
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L’organizzazione è però riuscita a eliminare il vaiolo, spiega il presentatore: il virus, che ha provocato la morte di 300 milioni di persone durante il XX secolo, è completamente sparito dalla faccia della terra. Per raggiungere questo obiettivo, nella fase più delicata della guerra fredda, l’OMS ha dovuto mediare tra Stati Uniti e URSS.

A partire dal minuto 4’50’’, si vede un estratto in cui un dipendente dell’OMS spiega che lui e i suoi colleghi hanno visitato più di 120 milioni di famiglie al mese per vaccinare gli abitanti – e questo per quasi venti mesi.

L’OMS ha lo stesso budget di un ospedale degli Stati Uniti

È un momento importante anche l’incontro semestrale durante il quale l’OMS decide quali sono i ceppi del virus influenzale da includere nel vaccino dell’influenza stagionale, così come sono temi caldi anche gli avvertimenti riguardo alla comparsa di malattie, oltre al COVID-19, il vaiolo delle scimmie, la febbre gialla e il virus Ebola.

Qual è il problema per la Casa Bianca? Donald Trump pensa che Washington spenda troppo. Il presentatore spiega che le cose sono più complicate, questione che il presidente non riesce minimamente a capire. «Nel suo mondo o [uccidi] qualcuno o ti fai [uccidere]. E questo non è il modo ideale di vedere le cose quando si tratta di collaborare su questioni sanitarie a livello internazionale.»

Donald Trump taglia le spese: gli Stati Uniti pagano dieci volte più della Cina.
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In realtà nel 2019 gli Stati Uniti hanno versato all’OMS 446,5 milioni di dollari (circa 405 milioni di franchi) – contro i 43 milioni (circa 39 milioni di franchi) della Cina. Sembra una ripartizione piuttosto iniqua dei costi ma questa situazione ha ragioni storiche, spiega John Oliver – ed è dovuta a un presidente repubblicano: negli anni ’80, Ronald Reagan decretò la stagnazione di bilancio per l’OMS.

L’errore è nel sistema

In altre parole, i contributi all'OMS sono nominalmente congelati al livello dei primi anni '90. Pertanto il budget dell’Organizzazione è coperto solo per il 17% grazie ai contributi, e per l’80% attraverso donazioni degli Stati, che a loro volta possono decidere come verranno utilizzati.

Il mondo deve questa struttura di bilancio dell’OMS a Ronald Reagan.
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«Direi che è la decisione peggiore [che Ronald Reagan abbia preso]. È peggio dell’Irangate, la guerra contro la droga, la recessione economica o ancora la sua incapacità, per quattro anni, di pronunciare la parola "Aids"», comincia John Oliver prima di arrivare al punto: «[Se] versiamo molto all’OMS […], è perché abbiamo deciso di farlo, perché l’OMS è sottofinanziato a causa di qualcosa che abbiamo fatto noi.»

Dal minuto 10’36’’, il «Last Week Tonight» mostra dei passaggi della Fox che presenta la Cina come un’oscura potenza dietro all’OMS. Ma per quale ragione? È vero che all’inizio della pandemia, l’OMS ha elogiato la Cina per la sua gestione della crisi – tuttavia l’organizzazione deve anche usare diplomazia poiché può entrare in un paese solo se questo glielo permette.

A febbraio, Trump elogiava ancora la Cina

E anche la versione di Donald Trump era completamente diversa a febbraio, come dimostra un estratto a partire dal minuto 12’15’’. Il settantaquattrenne presidente affermava ancora che Pechino «si impegnava» e faceva un buon lavoro. Oggi, il suo segretario di Stato, Mike Pompeo, alza la voce e afferma che gli Stati Uniti assumeranno loro stessi le missioni dell’OMS.

Donald Trump e la Cina: le lodi di un tempo sono ora dimenticate.
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Vista la storia degli Stati Uniti, John Oliver non riesce a immaginare che medici e esperti statunitensi saranno ben visti – il presentatore riporta che persino la CIA si è messa sulle tracce di Osama Bin Laden grazie a delle false campagne di vaccinazione in Pakistan. Risultato: il rischio per la sicurezza dei veri medici è aumentato e la vaccinazione contro la polio è diminuita nel Paese. Dal minuto 15’42’’, i telespettatori scoprono come reagiscono i delegati dell’OMS all’uscita di Washington dall’organizzazione nel bel mezzo di una pandemia. «A volte questo sembra un incubo e il personale dell’Organizzazione è sconvolto», spiega il britannico David Nabarro. «Qualcuno riesce a spiegarmi il perché? Perché mandar via i pompieri durante un incendio?»

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50 Stati, 330 milioni di abitanti e ancor più opinioni: come «capire gli USA»? Per avere una visione complessiva senza sbagliarsi serve un faro. Le star dei late show offrono probabilmente l'aiuto migliore nella navigazione. Sono dei perfetti piloti che esplorano implacabilmente i fondali del Paese e della gente e servono al nostro autore, Philipp Dahm, come bussole che indicano il tono dell'umore e lo stato d'animo degli statunitensi.

«Una delle cose più sconsiderate e stupide»

Per il presentatore è come aggiungere Kevin Spacey - screditato per le accuse di molestie sessuali – durante il montaggio dell’ultimo film per bambini subito prima della sua uscita - «la decisione peggiore al momento peggiore». Eppure l’OMS starebbe per replicare il risultato ottenuto con il vaiolo eliminando anche la polio. Non è certo che l’obiettivo di eliminare la malattia entro il 2023 verrà raggiunto, si rammarica il presentatore.

John Oliver arriva alla sua conclusione: questo «è solo un altro triste esempio del comportamento di Donald Trump che, di fronte a situazioni che richiedono sacrifici condivisi, compromessi e una certa complessità, sceglie di far saltare tutto. Perché non capisce, perché non gli importa o per entrambe le cose. Ciò che fa per l’accordo di Parigi sul clima o quello sul nucleare iraniano lo fa ora anche per l’OMS.»

E ribadisce: «Uscire dall’OMS in qualunque momento ma soprattutto durante una pandemia che ha ucciso più di 200’000 statunitensi e un milione di persone nel mondo è una delle cose più sconsiderate e stupide che possiamo fare.»

Guardate «Last Week Tonight» nella versione integrale.

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