Violenze xenofobe in Sudafrica, scattano i boicottaggi

ATS

4.9.2019 - 21:55

Proteste ad Abuja, capitale della Nigeria, per gli attacchi xenofobi avvenuti in Sudafrica.
Source: KEYSTONE/AP

Dopo le violenze xenofobe divampate in Sudafrica – in due giorni 7 morti e 300 arresti – la Nigeria ha annunciato il boicottaggio del World Economic Forum iniziato a Città del Capo, seguita a ruota da Ruanda, Malawi e Repubblica Democratica del Congo.

Sono infatti gli esercizi commerciali appartenenti a cittadini provenienti dall'Africa subsaharina gli obiettivi di saccheggi e vandalismi che si susseguono da settimane, soprattutto a Pretoria e a Johannesburg.

Negozi e rivendite sono stati sistematicamente distrutti e merce del valore di milioni di euro data alle fiamme e negli ultimi giorni si è registrato un drammatico aumento della violenza nonostante la polizia abbia rafforzato i controlli. Solo oggi c'è stato un parziale ritorno alla calma e alcuni negozi hanno riaperto anche se la tensione rimane alta.

Manifestanti in piazza a Lagos

In rappresaglia agli attacchi xenofobi, diversi manifestanti sono scesi in piazza a Lagos, in Nigeria, per protestare contro le violenze ai «fratelli e le sorelle» in Sudafrica. Secondo quanto riferisce il sito Africa news, i dimostranti hanno assaltato la catena di supermercati sudafricana Shoprite a colpi di pietre e danneggiato alcuni edifici intorno.

A Ibadan, l'ufficio del gigante delle telecomunicazioni MTN, leader in Sudafrica, è stato dato alle fiamme. La compagnia ha annunciato la chiusura temporanea di tutte le sue filiali in Nigeria, il suo più grande mercato con 190 milioni di abitanti. Mentre la polizia ha rafforzato la sicurezza intorno alle sedi per evitare il ripetersi di ritorsioni.

La condanna alla violenza del presidente sudafricano

Dopo il discorso di ieri diffuso su Twitter, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa è intervenuto anche oggi e ha nuovamente condannato la violenza xenofoba. «Attaccare gli stranieri non è l'atteggiamento giusto», ha ripetuto. «Tutti sono i benvenuti in Sudafrica», ha assicurato il presidente.

Intanto il presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari e il vicepresidente, Yemi Osinbajo, stanno discutendo con il ministro degli Esteri, Geoffrey Onyeama, sulle misure da prendere a seguito degli attacchi contro i propri cittadini. Tra le possibili opzioni, anche sanzioni contro il governo sudafricano.

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