Tra uranio e gas, il Kazakhstan è un ricco gigante energetico

SDA

6.1.2022 - 20:50

Crocevia energetico, Paese di primati geografici, legato a doppio filo con Mosca e consolidato partner commerciale dell'Ue: la violenta crisi che ha scosso il Kazakhstan colpisce una nazione lontana, poco conosciuta ma di fondamentale importanza nello scacchiere economico dell'Eurasia.

epa07633402 A general view on buildings in the Kazakh capital of Nur-Sultan, Kazakhstan, 07 June 2019. The city, known earlier as Tselinograd, was an agricultural province in the steppe where the former Soviet Union government tried to grow record grain harvests. The former Soviet republic of Kazakhstan chose former Tselinograd as the place for its capital, named it Astana and rebuilt it in an ultra-modern style. In 2019 Astana was renamed in honor of the first President of Kazakhstan Nur-Sultan. EPA/IGOR KOVALENKO
La capitale del Kazakhstan Nur-Sultan, in una foto scattata nel 2019.  
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6.1.2022 - 20:50

Il Kazakhstan, che ottenne l'indipendenza dall'Urss nel dicembre del 1991, è il più grande Stato del Pianeta senza sbocco sul mare e con i suoi 2,7 milioni di chilometri quadrati, e una superficie paragonabile a quella dell'Europa Occidentale, è il nono Paese più vasto al mondo.

Ma questa sterminata terra affacciata in parte sul Mar Caspio è, da decenni, soprattutto un Eldorado di materie prime: dal petrolio al gas, dall'uranio al carbone.

E' attorno alla modernissima capitale Nur-Sultan (che fino a pochi anni fa si chiamava Astana) o alla metropoli meridionale di Almaty, che le grandi potenze del pianeta, Russia in primis, hanno tenuto sempre alta l'attenzione per la straordinaria ricchezza di fonti energetiche.

Il più grande produttore di uranio al mondo

Il Kazakhstan da dieci anni è il più grande produttore di uranio al mondo, è il massimo esportatore di petrolio tra le ex Repubbliche sovietiche e, negli ultimi anni, anche la produzione di gas naturale è decollata.

Fulcro dei principali giacimenti di gas e petrolio è l'area di Tengiz, sulla costa orientale del mar Caspio, quella più vicina all'Europa ma anche al Caucaso, altra regione tormentata da crisi politiche e violenze.

Sulla ricchezza energetica kazaka, da tempo, le più grandi compagnie occidentali hanno scelto di investire, dalla ChevronTexaco all'ExxonMobil, dalla russa Lukoil all'italiana Eni, presente nel Paese sin dai suoi primi passi da Stato indipendente.

Gli standard di vita non sono migliorati

Ma la terra kazaka non è ricca solo di fonti energetiche. Il Paese contiene il 60% delle risorse minerarie dell'ex Urss e, solo tre anni fa, era al decimo posto al mondo per produzione di oro e all'undicesimo come produttore di rame.

Negli ultimi anni il 'padre-padrone' del Kazakhstan, Nursultan Nazarbayev, ha avviato una profonda diversificazione economica, abbracciando persino il mercato delle criptovalute.

Con il passare degli anni l'atteso miglioramento degli standard di vita, per il Kazahkstan, non è tuttavia arrivato. E questo colosso dell'Asia Centrale, un tempo terra dei nomadi della steppa e oggi abitato da una popolazione a maggioranza sunnita, ora viaggia sull'orlo del baratro.

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