Colpita dal maltempo Quegli aiuti ticinesi che non possono partire per l'Emilia-Romagna

SwissTXT / red

2.6.2023 - 09:42

Un'immagine di Faenza colpita dall'alluvione
Un'immagine di Faenza colpita dall'alluvione
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Quintali di cibo e materiale per l'Emilia-Romagna sono bloccati in Ticino dalla burocrazia. Il consiglio della FOSIT: un partner locale e meglio inviare fondi.

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2.6.2023 - 09:42

Milleseicento chili di riso, palette d'acqua, pale e stivali si sono accumulati alla Scuola Steiner di Origlio e in altri magazzini, raccolti da alcune associazioni ticinesi per aiutare la popolazione colpita dal maltempo in Emilia-Romagna. A distanza di parecchi giorni dall'alluvione, tuttavia, il carico (del valore di circa 75'000 franchi) non ha ancora potuto partire.

Si tratta di un problema burocratico, come spiegato alla RSI da Giusy Reccardo Crameri. Se per le autorità svizzere basterebbe riempire un formulario, non c'è invece un provvedimento europeo che preveda agevolazioni all'esportazione di questi beni.

In altre parole, la merce andrebbe sdoganata, con costi per migliaia di franchi. Difficoltà simili erano state riscontrate anche nello slancio di solidarietà allo scoppio della guerra in Ucraina.

Il consiglio di Marianne Villaret, segretaria della FOSIT, la Federazione delle ONG della Svizzera italiana, è quello di lavorare con organizzazioni o enti locali e privilegiare l'invio di fondi a quello di materiale. Quest'ultimo infatti da un lato rischia di essere fermato lungo il percorso e dall'altro, anche una volta a destinazione, crea difficoltà di coordinamento per la distribuzione.

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