Diversi milioni di disavanzo per l'EOC a causa del COVID-19

SwissTXT / pab

27.4.2020 - 17:01

Ti-Press / Archivio

Giorgio Pellanda, direttore dell'EOC, alla RSI: «Il coronavirus ci ha costretti a sospendere l'attività ordinaria e ha provocato un'impennata dei costi».

«Nel complesso credo che il disavanzo mensile per l’EOC si può aggirare tra i 30/40 milioni al mese, con un fatturato mensile che viaggia sui 60 milioni», ha affermato ai microfoni di Modem, su Rete Uno, Giorgio Pellanda, direttore dell'EOC. 

«I costi sono aumentati perché abbiamo preso in carico i pazienti Covid letteralmente smontando e rimontando pezzi di ospedale altrove», ha spiegato Pellanda.

«Penso soprattutto alla scelta di puntare sull'ospedale di Locarno come centro di riferimento e al fatto di aver preso pezzi dagli ospedali di Mendrisio, dall'ospedale Civico di Lugano, dall'ospedale San Giovanni, smontando e rimontando parti dei reparti di medicina intensiva e dei reparti specialistici che bisognava concentrare in un solo posto, proprio per ricercare le cure migliori e soprattutto un’efficienza, una qualità delle prestazioni», ha proseguito Pellanda sulle onde di rete Uno.

Logistica: «un grande aiuto da esercito e PC»

«Abbiamo avuto costi straordinari anche per la logistica, che sono stati anche sostenuti dall'esercito, dalla protezione civile, che ci hanno dato veramente un grande aiuto», ha sottolineato Pellanda.

Si è dovuto acquistare attrezzature come ventilatori polmonari meccanici, materiale consumabile, e trasferire le risorse umane, soprattutto gli specialisti, e dotarle dei dispositivi di protezione.

«Abbiamo avuto anche turni passati dalle 8 alle 12-13 ore al giorno. Tutto questo è ancora in fase di valutazione per stabilire quanto effettivamente sia il costo supplementare per questi preparativi», ha proseguito il direttore dell'EOC.

Altri fattori che hanno inciso

«Per quanto riguarda i mancati introiti, all'inizio di questa pandemia abbiamo fatto il possibile per annullare gli interventi non urgenti, che rientravano sotto il divieto imposto dall'ordinanza federale».

In pratica, ha continuato Pellanda, si è avuto un'attività molto intensa all'ospedale di Locarno, «ma anche ospedali praticamente «disoccupati» o solo «parzialmente occupati» nel curare i pazienti non affetti da covid che hanno avuto la sfortuna di ammalarsi in questo periodo».

Secondo Pellanda l'attività ambulatoriale, che per l’EOC rappresenta circa un terzo dei ricavi, è praticamente stata dismessa. Per quel che riguarda l'attività stazionaria il direttore pensa che «ci siano ospedali come Mendrisio che hanno perso il 60/70% delle proprie attività. A Lugano va un po' meglio, perché abbiamo le attività multidisciplinari complesse».

Ticino e Grigioni giorno per giorno

Tornare alla home page

SwissTXT / pab