In Ticino 83 casi di varianti, Merlani: «Se si diffondono, le restrizioni in atto non basteranno»

SwissTXT / pab

26.1.2021

Il medico cantonale Giorgio Merlani
Il medico cantonale Giorgio Merlani
Ti-Press

La diminuzione dei casi è un segnale positivo, ma non bisogna abbassare la guardia, perché le varianti sono ormai presenti nella popolazione e i casi di questo tipo continuano a salire.

È questo il pensiero del medico cantonale Giorgio Merlani, interpellato dalla RSI sulla situazione attuale legata al COVID-19. «Le varianti che preoccupano, che sono quelle registrate a livello federale, questa mattina (martedì ndr.) alle 10 erano 83. Le prime sono apparse poco prima di Natale, erano dei casi isolati. Ora aumentano quotidianamente. Non mi stupirebbe se nel pomeriggio fossero già salite attorno a 100».

Come più volte ricordato, ad allarmare è la maggiore contagiosità: «Anche da noi si è trasmessa molto bene. Nei laboratori siamo al 5-10%, con picchi fino al 15% sul totale dei contagi. Dobbiamo evitare che diventino la stragrande maggioranza, perché se la variante inglese dovesse sostituire quella attualmente in circolazione, aumenterebbe il tasso di replicazione sopra all'1. Il che significherebbe una crescita costante. Probabilmente le restrizioni in atto non basteranno per contenere l'avanzata».

Un aiuto dai vaccini

Un aiuto per frenare la loro diffusione, specialmente della variante inglese, molto più presente di quella sudafricana in Ticino, arriva anche dai vaccini: «I dati indicano che i vaccini di Pfizer e Moderna proteggono anche dalle nuove varianti. Bisogna somministrare i preparati alle persone più vulnerabili. Ma servirà ancora tempo per coprire tutte queste persone».

Merlani non si sbilancia su eventuali restrizioni: «Sarei disposto a convivere con degli allentamenti, a patto che ci sia la disponibilità di reagire inversamente qualora la situazione peggiorasse. Non so però se la gente e i commercianti siano disposti a questo tira e molla».

Buone notizie dagli ospedali

Le buone notizie giungono invece dagli ospedali: le persone ricoverate sono 195, il dato più basso dal 3 novembre. Una situazione che darà un po' di tregua agli operatori sanitari.

«Le cifre continuano a scendere. - sottolinea il medico cantonale - Non è un caso episodico legato al Natale. Abbiamo meno casi da affrontare e questo porta a meno ricoveri giorno per giorno e quindi a più uscite dagli ospedali, che possono un po' respirare. Chiudere i reparti Covid non significa però che ora il personale andrà in vacanza... si riapriranno quelli di chirurgia, ginecologia o medicina interna per gestire chi ha dovuto aspettare».

Sempre sul fronte delle mutazioni, ricordiamo, lunedì l’Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB) di Bellinzona ha sviluppato un anticorpo doppio di nuova generazione contro il nuovo coronavirus. Questo è sia in grado di proteggere dalle varianti inglese e sudafricana, sia di impedire al virus di mutare e sfuggire alla terapia.

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