Ticino La grandine si abbatte sulle colture, Bassi: «Abbiamo avuto il 100% del danno»

28.6.2022

Immagine d'illustrazione
Immagine d'illustrazione
KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

Violenti temporali si sono abbattuti nella giornata di martedì nel Canton Ticino, dove le strade sono state ricoperte da grandine dalle dimensioni di palline da ping-pong. I disagi provocati dal maltempo non si sono limitati però solo alla viabilità: particolarmente toccati sono stati gli agricoltori.

Nella maggior parte dei campi di Christian Bassi, ad esempio, non è rimasto quasi più nulla. «Conto più o meno un danno di almeno 500'000 franchi e, in una buona parte delle colture, abbiamo il 100% del danno», ha spiegato Bassi ai microfoni della RSI.

Le zone più colpite dal maltempo sono state quelle sul piano di Magadino, notoriamente polmone ticinese dell'agricoltura e in particolare quelle di Giubiasco e Sant'Antonino, dove i disastri alle colture a cielo aperto sono stati ingenti. Le serre sono rimaste invece fortunatamente intatte.

«Non ho mai lavorato in una banca, in un ufficio - ha aggiunto Bassi - Non saprei bene cosa valuta la popolazione che non è del settore, però immagino che sia difficile per gli altri immaginarsi la nostra situazione. Noi siamo legati alla natura, il danno è totale».

«Siamo obbligati a licenziare subito le persone che lavorano nei campi, per cercare di limitare i costi, che sono già molto elevati» conclude tristemente Bassi.

Toccati anche i vitigni

Eliana Marcionetti, responsabile di un'azienda vitivinicola, è sulla stessa lunghezza d'onda nel costatare i danni alle viti: «Quest'anno erano fiorite benissimo, non abbiamo avuto peronospora o oidio, ma la grandine così aggressiva ha colpito in pieno gli acini perché abbiamo già iniziato a fare la sfogliatura». 

I danni però rimangono più contenuti che quelli alle colture, malgrado nei vigneti di Monte Carasso, per la morfologia dei terrazzamenti e per decisione dell'azienda, non si proteggono le piante con delle reti. Secondo Marcionetti è da almeno 20 anni che non si vede una grandinata del genere. 

«Stimiamo le nostre perdite nel 60%-70%. Oggi è davvero una giornata triste. Ma gli agricoltori e i viticoltori sono persone forti. Andremo avanti, dobbiamo andare avanti», conclude Marcionetti. 

L'opinione dell'Unione dei contadini

Sem Genini, dell'Unione Contadini Ticinesi, ha dal canto suo tenuto a precisare che «nella Politica agricola 21, poi messa da parte, c'erano delle proposte per migliorare l'assicurazione per gli agricoltori per danni come questi e sarà quindi compito della politica indirizzare nella maniera giusta quello che ci aspettiamo dal Consiglio federale».