Rabadan ridotto, reazioni in chiaroscuro

SwissTXT / pab

11.11.2021

Le reazioni dei bellinzonesi
Le reazioni dei bellinzonesi
archivio Ti-Press

È un quadro di reazioni contrastanti quello che emerge a Bellinzona, dopo la decisione, legata alle tante incertezze sugli sviluppi della pandemia, di rinunciare per il 2022 al corteo del Rabadan e di confinare i festeggiamenti all'Espocentro. Le ha raccolte la RSI.

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11.11.2021

Dai commenti di persone intervistate in città, emerge comprensione per quanto disposto dal Municipio. «Decisione perfetta, ci voleva. Siamo ancora alle prese con la pandemia e quindi per me va bene così», afferma un'abitante. «Penso che sia giusto: come si fa a controllare tutta la città? È impossibile!» dice l'esercente Miki Mimica, sostenendo che «lavoreremo normalmente come tutti i giorni».

Altri esercenti esprimono però incertezza. Del resto la decisione lascia aperte non poche incognite per gli esercizi pubblici. «Non si sa se la gente arriverà, non si sanno gli orari di chiusura», osserva Luca Merlo, presidente di Gastro Bellinzona e Alto Ticino, sottolineando quindi anche i problemi legati al fatto di dover «controllare tutti i certificati Covid con gente che viene e che va».

Amarezza per l'annullamento del corteo

Intanto l'annullamento del corteo non può che suscitare amarezza in coloro che erano chiamati ad animarlo. «Non avevamo messo in previsione che potesse essere scartato», afferma sempre ai microfoni della RSI Mauro Bissolotti. «Per i carristi è un po' come quando abbiamo detto agli attori che non potevano più recitare e ai cantanti che non potevano più cantare», sottolinea il vicepresidente della Società Rabadan.

Ma almeno le guggen, aggiunge Bissolotti, potrebbero avere un loro spazio. «Forse sono quelle che riusciamo a salvare. Perché portando avanti un programma interessante all'Espocentro, sicuramente le renderemo partecipi; vi sarà la possibilità di farle suonare tranquillamente».