Ticino

Salari minimi, c'è un mezzo passo indietro

SwissTXT / pab

22.12.2021

Immagine d'illustrazione
Immagine d'illustrazione
KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS

Una delle ditte del Mendrisiotto che avevano sottoscritto il contratto TicinoManufacturing con l'associazione Tisin avrebbe fatto un mezzo passo indietro.

SwissTXT / pab

22.12.2021

Stando a una circolare interna - di cui la RSI è entrata in possesso - l'azienda starebbe versando gli stipendi, nel rispetto del contratto normale di lavoro (CNL) per il settore delle apparecchiature elettriche e della legge sul salario minimo.

La RSI non svela il nome dell'azienda perché non ha ancora risposto alle sue richieste di informazioni.

Sta di fatto che quest'informativa dice che l'azienda sta versando gli stipendi (provvisoriamente e dal 1. dicembre) in conformità al CNL e alla legge sul salario minimo, entrata in vigore proprio all'inizio del mese.

Questo significherebbe che si è adeguata (o si starebbe adeguando) anche dopo aver perso un ricorso al Tribunale federale. I giudici in poche parole avevano stabilito che sui livelli salariali fa stato (quando ovviamente c'è) il contratto normale di lavoro: come dire che non si può andare sotto quegli importi, come proponeva il contratto con l'associazione Tisin.

nella circolare si parla di «incertezza»

L'azienda, nella circolare, scrive però più di una volta che c'è incertezza giuridica: sul suo assoggettamento al CNL delle apparecchiature elettriche e sulla validità del contratto che ha sottoscritto con Tisin, per il quale avrebbe chiesto lumi direttamente al Consiglio di Stato.

Ma perché incertezza, quando ci sono due sentenze del Tribunale federale, una sul settore delle apparecchiature elettriche e una sul salario minimo? Perché per l'azienda fa stato, per il versamento dei salari, il 1. dicembre e non il 1. luglio, ovvero la data della retroattività del CNL decretato obbligatorio?

La circolare conclude con una riserva: nel caso in cui venisse confermata la validità del CCL sottoscritto con TIsin, gli importi in più versati ai dipendenti - avverte l'azienda - verrebbero considerati un anticipo delle prossime buste paga.

Il presidente di Tisin Nando Ceruso, contattato dalla RSI, ha risposto di non essere al corrente. Dall'azienda - come detto - ancora nessuna risposta.