Covid in Ticino Scuole medie superiori: nuovi orari, molte incognite

SwissTXT / pab

17.11.2020

La proposta mira ad alleggerire l’affollamento sui mezzi pubblici.
La proposta mira ad alleggerire l’affollamento sui mezzi pubblici.
Ti-Press

I due licei di Lugano e quello di Mendrisio hanno cambiato la griglia oraria: una parte degli allievi inizierà le lezioni un'ora dopo per sgravare i trasporti pubblici. Gli altri istituti invece non hanno ancora comunicato la loro decisione.

La proposta era stata comunicata alle direzioni dal Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) venerdì 13 novembre: scaglionare l'entrata degli allievi delle scuole medie superiori, posticipando di un’ora l’inizio delle lezioni.

L’obiettivo del provvedimento, preso in ottica anti-Covid, è quello di alleggerire l’affollamento sui mezzi pubblici, frequentati anche dai pendolari.

Nelle ultime ore alcuni allievi hanno già ricevuto il nuovo orario. Non è però ancora il caso di tutte le sedi. «Nei tre licei del Sottoceneri siamo a posto, anche le aziende di trasporto hanno detto che si può fare», conferma il direttore del DECS Manuele Bertoli ai microfoni della RSI. «Per il Sopraceneri non ho ancora i dati definitivi, ma conto che alla fine si potrà fare quanto immaginato».

Le riserve dell'OCST

La misura non fa l’unanimità tra i docenti, almeno quelli iscritti al sindacato OCST. «Notiamo che ci sono molte incognite. Per un problema che nasce nel trasporto pubblico, si decide di chiedere alle scuole medie superiori di posticipare l’inizio delle lezioni, il che non esclude automaticamente ciò che si vorrebbe risolvere», puntualizza Gianluca D'Ettorre, membro del Consiglio dell’OCST.

«Se le lezioni dovessero finire più tardi, si riporterebbe il problema dell'assembramento alle 17:30 invece che alle 08:00», prosegue D'Ettorre. «Oppure si dovrebbe ridurre la pausa pranzo, ciò che provocherebbe delle maggiori concentrazioni di allievi nelle mense e nelle strutture scolastiche, che già oggi messe a dura prova».

L'OCST chiede quindi di valutare gli effetti e le conseguenze di una griglia oraria più stretta. E lamenta di non essere stato coinvolto nella decisione.

Non ha invece preso ancora posizione l'altro sindacato dei dipendenti dello stato, la VPOD. Il suo rappresentante di categoria Adriano Merlini si è espresso a titolo personale, dicendo che la misura proposta è un sacrificio necessario se può servire a evitare l'insegnamento ibrido e a distanza.

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