Suter: «Per ora niente caffè al bancone»

SwissTXT / pab

29.4.2020

La domanda più ricorrente tra i gestori è: la clientela tornerà?
archivio Ti-Press

«Dobbiamo scordarci almeno per il momento il caffè al bancone o quella ristorazione che faceva un po' di movida in gruppi e in piedi a gustarsi un mojito»: così Massimo Suter, presidente di Gastroticino, ai microfoni della RSI.

Quello che riaprirà l’11 maggio sarà quindi un settore della ristorazione diverso ma, secondo Suter, le misure decise dal Consiglio federale non sono eccessivamente restrittive: tutti i clienti seduti, in gruppi di massimo 4 persone e una distanza di due metri tra un tavolo e l’altro.

Stratagemmi per ovviare alla riduzione di coperti

«I ristoranti pretenderanno una prenotazione e probabilmente metteranno una tempistica per la consumazione del pasto per occupare al meglio la propria struttura», sostiene invece Lorenzo Pianezzi, presidente di Hotelleriesuisse Ticino. Uno stratagemma che potrebbero adottare in molti per ovviare alla riduzione dei coperti.

Situazione diversa si presenta però per i piccoli locali. In questo caso, l’associazione di categoria ipotizza varie misure di sostegno, come la messa a disposizione di maggiore suolo pubblico da parte dei Comuni per poter rispettare le distanze. Ma la domanda più ricorrente tra i gestori è: la clientela tornerà?

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