Hotel a corto di prenotazioni, ma con qualche positiva novità

SwissTXT / pab

19.5.2020 - 21:38

Immagine d'illustrazione
Ti-Press

Il ponte dell'Ascensione sarà il primo importante banco di prova per il turismo ticinese, dopo l'allentamento delle restrizioni.

Alcuni albergatori esprimono soddisfazione per le prenotazioni, per altri invece è presto per parlare di ripresa. L'estate turistica potrebbe però essere all'insegna di soggiorni più lunghi.

«Vediamo che la gente stenta a scendere da Oltregottardo», spiega Massimo Perucchi, presidente della sezione Sopraceneri di HotellerieSuisse, ai microfoni della RSI. «Per l'Ascensione abbiamo una percentuale di occupazione che si aggira attorno al 40-50%, mentre gli anni passati l'occupazione era del 100%. Ma è la Pentecoste che sarà il punto dolente di inizio stagione, perché allo stato attuale penso ci sia un 10% di prenotazioni».

«Il turista confederato sta guardando com'è la situazione in Ticino», aggiunge Lorenzo Pianezzi, presidente di HotellerieSuisse Ticino, spiegando: «Se i contagi continuano a diminuire o abbiamo ancora delle giornate con zero contagi, ecco che si prende una certa sicurezza a viaggiare, e non parlo solo del Ticino, ma di tutta la Svizzera».

Prezzi bassi, «strategia sbagliata»

Per rilanciare il turismo qualcuno punta a forti sconti sui soggiorni. Una strategia che però potrebbe rivelarsi controproducente: «Chi cerca di fare scontistiche a livello di prezzo sta sbagliando strategia - afferma Pianezzi - perché non c'è una richiesta forte che possa incidere sui prezzi. Abbassare il prezzo con i pochi clienti che ci sono non vale comunque la pena».

«Nessuno vuole per definizione abbassare i prezzi», afferma invece Maurizio Migliardi, CEO di Ticino Hotels Group. «È il mercato che ci dirà se quel prezzo è sostenibile per un volume che, in questo momento, è un'incognita. Non c'è un 'ideologia' dietro, ma un sano pragmatismo».

Un'idea diversa di turismo?

Ma per l'estate qualcosa si sta già muovendo. Ed è una tendenza nuova rispetto al passato. Come spiega Perucchi, «se prima il turista si fermava in media di 2,2 giorni, per esempio nel Locarnese, tutte le prenotazioni che stanno entrando adesso sono da 5 a 10 giorni, cosa molto rara da vedere».

Un turismo non quindi più di «scoperta», ma piuttosto di riposo, di relax, di dolce far niente. Fenomeno passeggero o l'inizio di una svolta?

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