Un terzo degli studenti ticinesi è depresso

SwissTXT / pab

7.12.2021

La depressione altera le informazioni visive
Immagine d'illustrazione
Christin Klose/DPA/Cover Images

La pandemia ha reso più dura la vita anche ai ragazzi agli studi. Sul tema «scuola e salute mentale» il Sindacato indipendente studenti e apprendisti (SISA) ha lanciato una campagna informativa nelle scuole medie superiori, professionali e universitarie.

SwissTXT / pab

7.12.2021

Una prima impressione, seppur parziale, sull'ampiezza del problema e al di là del coronavirus, il sindacato se l'è fatta sulla base di un sondaggio promosso alla Scuola cantonale di commercio di Bellinzona. Su 85 studenti, 26 dichiarano di avere sintomi depressivi gravi o molto gravi, 26 medi, e poi solo una piccola parte dichiara di non avere nessun sintomo.

Una fotografia parziale, ma per il sindacato è comunque significativa. «Il 32% che dichiara sintomi gravi o molto gravi stupisce ed è assolutamente preoccupante», afferma Monica Müller, del comitato centrale, ai microfoni della RSI. Competizione, stress, eccessivo carico di lavoro e mancanza di tempo libero sono le principali cause segnalate.

«Chiaramente è difficile raccogliere dati di studenti in condizioni gravi - aggiunge Shair Cruz Bahamonde del SISA - perché magari sono anche quelli che al momento si trovano in disoccupazione, e a volte non riescono neanche ad alzarsi dal letto per mancanza di ‹voglia di vita›. Siamo in chiaro che una fetta non riusciremo proprio a raggiungerla, ma tramite conoscenti e amici cerchiamo di raccogliere più dati possibile».

Il SISA tra gli studenti

«Organizzeremo delle bancarelle nelle scuole medie superiori - spiega Filippo Beroggi, membro della segreteria del SISA - per far vedere agli studenti che c'è qualcuno che si occupa della tematica, per avere un contatto diretto con loro: vedere cosa ne pensano, se hanno soluzioni da proporre e qual è la loro percezione di questo malessere psicosociale che abbiamo visto aumentare anche a causa della pandemia».

Al termine di questo sondaggio, previsto in febbraio, il SISA intendete fare delle richieste concrete al dipartimento ticinese dell'educazione. Spesso però, come emerso anche oggi, le fragilità di ragazze e ragazzi vengono da lontano, da situazioni anche socioeconomiche complesse.

Non solo interventi a scuola

«Per risolvere la situazione di emergenza bisogna rendere accessibile la psicoterapia - spiega Rudi Alves, coordinatore del SISA - e per questo è in corso l'applicazione di una modifica che è stata fatta alla LAMAL per permettere l'accessibilità a questo servizio a partire dal 22 luglio».

A suo avviso, «chiaramente va fatto anche nell'immediato, rafforzando il servizio psicologico all'interno delle scuole, e al contempo intervenendo sulle cause che rendono fragili gli studenti, quindi rafforzando le borse di studio, abrogando il sistema di prestiti allo studio che crea delle situazioni di incertezza incredibili e anche introducendo corsi di recupero gratuiti e disponibili in tutte le scuole per tutti gli studenti».