Ospedali, Berset bacchetta i Cantoni: «C'è mancanza di coordinazione»

ATS / Red. Blue

4.11.2020 - 15:19

Alain Berset ha criticato la mancanza di cooperazione e collaborazione tra i cantoni per quanto riguarda gli ospedali
Source: KEYSTONE/ANTHONY ANEX

«C'è una mancanza di coordinazione e cooperazione tra i Cantoni per quel che concerne gli ospedali». Lo ha dichiarato il consigliere federale Alain Berset nella conferenza stampa odierna a Berna dedicata al coronavirus.

Per questo motivo il Consiglio federale, insieme alla Conferenza dei direttori cantonali della sanità, ha indirizzato una lettera ai Cantoni in modo che prendano delle misure per migliorare la collaborazione.

«Non è accettabile che taluni Cantoni non differiscano interventi chirurgici non urgenti», quando altri – in special modo nella Svizzera romanda – stanno conoscendo un aumento dei ricoveri e dei pazienti nei reparti di cure intensive. Secondo Berset, una collaborazione deve anche essere trovata assieme alle cliniche private.

Al momento non c'è una mancanza di letti nelle terapie intensive, ma dobbiamo prepararci a una situazione sempre più tesa con l'aumento dei casi e delle ospedalizzazioni, ha aggiunto il «ministro» della sanità.

«Il Parlamento ha affidato la responsabilità ai Cantoni affinché questi ultimi garantiscano sufficienti posti letti per tutti nei reparti delle cure intensive».

2500 militari in appoggio del settore sanitario civile

Nel contesto dell'espansione del Covid-19, il Consiglio federale ha deciso che un massimo di 2500 militari potranno essere impiegati fino al 31 marzo 2021 in appoggio del settore sanitario civile.

Per potervi far capo, i Cantoni dovranno dimostrare di aver esaurito tutti i mezzi di cui dispongono.

Le prestazioni di appoggio dell'esercito, che riguarderanno cura e trasporto di persone infettate dal coronavirus, saranno fornite da formazioni di professionisti, militari in ferma continuata, formazioni in servizio e volontari.

Se necessario, saranno chiamate in servizio formazioni supplementari che potranno essere impiegate entro 96 ore dalla loro mobilitazione, indica una nota diramata oggi simultaneamente alla conferenza stampa di Viola Amherd, responsabile del Dipartimento federale della difesa e della protezione della popolazione (DDPS).

Sussidiarietà

Al fine di soddisfare il criterio di sussidiarietà, in occasione della presentazione delle richieste i Cantoni dovranno dimostrare che tutti gli strumenti civili a loro disposizione sono stati esauriti. Si tratta in particolare dei mezzi della protezione civile, del servizio civile e dei pompieri come anche quelli del settore privato.

Occorrerà, tra l'altro, fornire la prova che non è possibile reclutare personale supplementare sul mercato del lavoro, che la possibilità di impiegare disoccupati è stata esaurita e che gli studenti in medicina come pure i samaritani e altri volontari sono stati contattati in merito ma non sono più disponibili.

I Cantoni dovranno inoltre provare che altre strutture ospedaliere non possono più accogliere pazienti e che gli interventi medici non urgenti devono essere rinviati per poter liberare capacità.

Casi di rigore, avviata una consultazione

Per quanto riguarda le imprese colpite dalla crisi, il Consiglio federale intende sostenerle, contribuendo nella misura del 50% alle disposizioni adottate dai Cantoni dall'entrata in vigore della legge Covid-19 a fine settembre, e mettendo sul tavolo fino a 200 milioni di franchi.

Oggi è stata posta in consultazione un'ordinanza sui casi di rigore, le cui basi sono state decise dal Parlamento nel corso della sessione autunnale. Data l'urgenza, durerà soltanto dieci giorni.

«La grande sfida è che non sappiamo come si svilupperà la situazione nei prossimi mesi o anni», ha affermato il ministro delle finanze Ueli Maurer in conferenza stampa a Berna. Il sostegno finanziario è concesso a condizione che l'impresa fosse redditizia o economicamente solida prima dell'epidemia e non abbia diritto ad aiuti finanziari settoriali della Confederazione (sport, cultura, trasporti pubblici ecc.).

Indipendenti: prorogato il diritto all'IPG

I lavoratori indipendenti – colpiti dai provvedimenti per combattere il coronavirus, anche se non sono stati costretti a chiudere la loro impresa – potranno continuare a richiedere l'indennità di perdita di guadagno (IPG).

Dopo che il Parlamento ha adottato nella sessione autunnale la nuova legge COVID-19, il Consiglio federale ha approvato oggi le relative modifiche dell'ordinanza in materia, prolungando e ampliando questo sostegno.

Il nuovo disciplinamento – che vale per gli indipendenti e per le persone la cui posizione è analoga a quella di un datore di lavoro – entra in vigore con effetto retroattivo al 17 settembre 2020 e avrà una durata limitata al 30 giugno 2021, indica una nota governativa odierna.

350 milioni per gli sport di squadra

Il Consiglio federale ha adottato oggi anche l'ordinanza d'applicazione della legge COVID-19 in merito ai prestiti senza interessi di 350 milioni di franchi per gli sport di squadra professionistici e semiprofessionistici negli anni 2020 e 2021.

Per attenuare gli effetti della pandemia, il governo aveva elaborato il relativo disegno di legge in maggio. Il parlamento in autunno aveva poi apportato alcune modifiche al progetto, in particolare quella che permette alla Confederazione di accordare prestiti direttamente ai club.

Per lo sport professionistico (calcio e hockey su ghiaccio) il parlamento ha deciso prestiti di 175 milioni di franchi per il 2020 e per il 2021 (in totale 350 milioni). Questi soldi servono esclusivamente a garantire la partecipazione dei club ai campionati.

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