Caso di spionaggio economico

26.5.2019 - 12:30, ATS

Spionaggio da parte di agenti cinesi (archivio)
Source: KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

Trentacinque mila franchi di multa. Sarebbe questa la sanzione inflitta a un dipendente della BESI Switzerland, società con sede a Zugo che produce macchinari per la realizzazione di chip elettronici, per aver venduto a «spie» cinesi segreti commerciali.

Lo scrive oggi la SonntagsZeitung, riferendosi a un'indagine del Ministero pubblico della Confederazione (MPC).

Insomma, lo spionaggio cinese in Svizzera, specie in ambito economico, denunciato la settimana scorsa dal Servizio delle attività informative (SIC) della Confederazione, si basa su fatti concreti.

Stando alla ricostruzione della vicenda illustrata dal domenicale svizzero tedesco, aziende cinesi avrebbero assunto due «agenti» per rubare «piani di costruzione di attrezzature e segreti commerciali protetti da brevetti» dalla società elvetica, filiale del gruppo tecnologico olandese BESI.

Operando da Singapore, gli agenti sono riusciti a corrompere un funzionario della filiale che viveva in Svizzera al momento della vicenda. Almeno 700 documenti rubati dal tecnico sarebbero finite in possesso dei Cinesi.

In cambio, il dipendente ha ricevuto circa 35 mila franchi, scrive la SonntagZeitung, esattamente l'importo della multa inflitta al dipendente fedifrago. Quanto ai due agenti, compiuto il loro dovere si sono volatilizzati.

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