Cassis: «Voglio restare al DFAE per almeno altri dieci anni»

ATS

17.11.2019 - 09:16

Ignazio Cassis si vede ancora a lungo ministro degli esteri.
Source: KEYSTONE/TI-PRESS/PABLO GIANINAZZI

Un cambio di dipartimento non è nei pensieri di Ignazio Cassis. Il consigliere federale ticinese, che potrebbe vedere il proprio seggio in governo attaccato dai Verdi, intende restare a lungo ministro degli esteri, almeno per altri dieci anni.

Cassis, espressosi in un'intervista pubblicata dal «SonntagsBlick», non ha «assolutamente voglia» di aria nuova e preferisce rimanere capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). A suo dire in seno all'Esecutivo non si è parlato dell'eventualità di uno scambio.

La sua poltrona sotto pressione

L'elezione del Consiglio federale nel suo insieme si svolgerà l'11 dicembre. Il PLR, e di conseguenza la poltrona di Cassis, sono sotto pressione a seguito della forte avanzata dei Verdi alle elezioni del 20 ottobre. Tuttavia, gli ecologisti non hanno ancora comunicato se presenteranno o meno un candidato.

Per il ministro, il fatto di essere ticinese lo sfavorisce e fa sì che sia proprio il suo seggio quello messo nel mirino. «Le minoranze sono simpatiche per il discorso del Primo Agosto. Ma quando si tratta di ripartire il potere, non contano più niente».

Posizioni che a volte possono scioccare

Cassis ha ammesso di essere consapevole che le sue posizioni a volte possono scioccare. «Sono una persona diretta, rimetto tutto in questione e affronto ogni cosa in maniera nuova. Così facendo è normale che qualcuno si irriti e che ci siano delle reazioni», prosegue il consigliere federale sulle pagine del domenicale.

Il ticinese ha inoltre evocato la questione linguistica. «Sono il solo membro del governo a non potersi esprimere nella propria lingua madre», ha ricordato Cassis, precisando che «parlo abbastanza bene francese e tedesco, ma non ho la stessa precisione di quando lo faccio in italiano».

Riguardo alle ambizioni ecologiste a entrare nell'esecutivo, il ministro taglia corto. «Nel 2007, quando sono stato eletto in Consiglio nazionale, erano in corso discussioni simili. Anche allora i Verdi avevano guadagnato un numero significativo di seggi in Parlamento.» Poi, evidenzia Cassis, «ne avevano persi quasi altrettanti nel 2011».

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