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Ciberdifesa, una svolta è necessaria

mh, ats

1.9.2021 - 16:55

La consigliera federale Viola Amherd
La consigliera federale Viola Amherd
Keystone

Potenziare la ciberdifesa dell'esercito grazie a un Comando ad hoc e ampliando gli effettivi della milizia in questo settore.

mh, ats

1.9.2021 - 16:55

Sono gli obiettivi di una serie di modifiche legali e organizzative elaborate dal Consiglio federale, che oggi ha trasmesso al parlamento il messaggio in merito.

«Non passa giorno senza che si registri un attacco informatico e per questo è ancor più necessario che l'esercito protegga in modo ancor più efficace i suoi sistemi informatici contro le intrusioni», ha affermato la consigliera federale Viola Amherd in conferenza stampa a Berna.

Necessaria una revisione della legge

Lo sviluppo in questo senso delle forze armate è iniziato nel 2018 e durerà fino al 31 dicembre 2022. Sin dall'inizio è emerso come in singoli ambiti occorrano adeguamenti, in parte già avviati con misure correttive interne.

In alcuni settori è però necessaria una revisione della legge militare (LM), dell'ordinanza dell'Assemblea federale sull'organizzazione dell'esercito (OEs) e di altre basi legali.

Una nuova struttura

Vista l'attuale situazione di minaccia, dal 2024 il Consiglio federale intende in particolare trasformare la Base d'aiuto alla condotta (BAC) in un Comando ciber.

La digitalizzazione e la conseguente modernizzazione e interconnessione di tutti i sistemi dell'amministrazione militare e dell'esercito avanzano a grandi passi e serve un'architettura informatica uniforme di livello elevato e l'utilizzo di applicazioni TIC standardizzate, viene spiegato nella nota.

Parallelamente aumentano notevolmente le sfide nell'ambito della ciberprotezione. Il futuro Comando dovrà fornire le capacità chiave militari negli ambiti «monitoraggio della situazione», «ciberdifesa», «prestazioni TIC», «aiuto alla condotta», «crittologia» e «guerra elettronica».

Più personale e miglior formazione

Negli anni a venire l'esercito prevede inoltre di aumentare gli effettivi di personale nel settore ciber. Dal primo gennaio 2022 verranno creati un battaglione ciber e uno stato maggiore specializzato e l'effettivo della milizia in questo ambito verrà quindi aumentato dagli attuali 206 a 575 militari.

Per migliorare ulteriormente la qualità dell'istruzione degli specialisti ciber di milizia, l'istruzione in seno all'esercito sarà integrata da uno stage in cooperazione con partner esterni, per esempio aziende elettriche o forze di polizia. In questo modo sarà possibile approfondire e ampliare le capacità apprese e successivamente farne beneficiare l'esercito.

Prendendo l'esempio di Rolle, nel canton Vaud, recentemente vittima di un ciberattacco, un comune potrebbe chiedere aiuto all'esercito se non dovesse riuscire a risolvere il problema con i mezzi civili, ha precisato la ministra della difesa rispondendo a una giornalista.

Manca un'autorità per l'aviazione militare

Attualmente la Svizzera non dispone per l'aviazione militare di alcuna organizzazione paragonabile all'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC). Con il suo progetto il governo vuole ora creare le basi legali per un'Autorità dell'aviazione militare che garantisca la sicurezza delle Forze aeree.

In particolare si dovranno evitare eventi imprevisti o incidenti nello spazio aereo, nonché garantire meglio la vigilanza e la regolamentazione dell'aviazione militare. A tale scopo è necessario un adeguamento della legge sulla navigazione aerea.

Più sostegno alle manifestazioni civili

Il Consiglio federale intende pure potenziare l'appoggio a manifestazioni civili da parte dell'esercito, impiegando anche le reclute nell'istruzione di base e non solo i militari in ferma continuata o i militari nei corsi di ripetizione.

Per manifestazioni di importanza nazionale o internazionale, l'esercito potrà inoltre fornire prestazioni in misura limitata anche senza una sostanziale utilità per l'istruzione o l'esercitazione. Con questa deroga il Consiglio federale tiene conto del fatto che questi eventi non potrebbero praticamente più essere organizzati senza l'appoggio dell'esercito, ha rilevato Amherd.

La revisione comprende ulteriori modifiche relative ai militari in ferma continuata, al servizio d'appoggio, oppure ai compiti nel contesto di minaccia odierno, ai diritti e agli obblighi dei militari così come alla sanità militare. Infine, assicura l'esecutivo, sarà ottimizzata anche la valutazione del potenziale di minaccia o di abuso da parte dei militari in occasione del reclutamento e della consegna dell'arma.

mh, ats