Svizzera

Covid-19: risarcimento retroattivo per gli attori culturali

bt, ats

31.3.2021 - 16:34

Il consigliere federale Alain Berset durante l'odierno incontro con la stampa.
Keystone

I lavoratori degli ambienti culturali beneficeranno retroattivamente dal 1° novembre 2020 di un risarcimento per le perdite subite causa coronavirus.

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31.3.2021 - 16:34

Lo ha deciso oggi, mercoledì, il Consiglio federale, che intende così coprire senza interruzione i danni patiti dal 20 marzo dello scorso anno, praticamente dall'inizio della pandemia.

Il governo vuole rafforzare il proprio sostegno economico al mondo culturale, ha spiegato in conferenza stampa il ministro della sanità Alain Berset. Per farlo, nel corso della seduta odierna ha modificato la relativa ordinanza Covid-19, che entrerà in vigore nella sua versione ritoccata domani.

La cultura è uno dei campi che fin da subito ha più sofferto l'arrivo del Covid-19, ha ricordato il consigliere federale, citando ad esempio l'annullamento di festival e altri grandi eventi. Da oltre un anno, il settore è confrontato con una vera e propria minaccia esistenziale e le ripercussioni dei provvedimenti adottati per lottare contro la diffusione del virus sono considerevoli. «C'è enorme e comprensibile frustrazione, senza dimenticare la delusione del pubblico», ha detto Berset ai media.

Aiuti anche per operatori occasionali 

L'aiuto finanziario verrà ora esteso agli operatori occasionali attivi nel settore, ovvero quelle persone con un contratto a tempo determinato che cambiano spesso datore di lavoro, ha precisato il titolare del Dipartimento federale dell'interno (DFI). Anche questa categoria potrà quindi domandare la concessione di un'indennità di perdita di guadagno con effetto retroattivo allo scorso 1° novembre.

Inoltre, l'esecutivo ha optato per allentare le condizioni da rispettare per accedere agli aiuti d'emergenza, quelli che servono a coprire le spese di mantenimento immediate. La sostanza massima computabile di un singolo individuo per avervi diritto – vale a dire la soglia oltre la quale si viene esclusi dai sussidi – è stata innalzata da 45'000 a 60'000 franchi. L'aumento di questo limite per ogni figlio per cui vi è un obbligo di mantenimento passa dagli attuali 15'000 franchi a 20'000.

Possibilità di anticipare i soldi

Soltanto la cosiddetta sostanza liberamente disponibile (esclusi i beni immobiliari) sarà presa in considerazione nella valutazione delle richieste. In modo da accelerare il tutto, l'associazione Suisseculture Sociale e i Cantoni potranno erogare agli interessati un anticipo per garantire la liquidità qualora nessuna decisione venisse presa dalle autorità entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. «È importante che i tempi siano contenuti», ha infatti motivato Berset, secondo cui le richieste già pervenute sono 23'000, di cui 19'000 sono state trattate.

Dallo scoppio dell'epidemia, la cultura beneficia di aiuti specifici, complementari a quelli forniti all'economia in generale. Le imprese e gli attori possono richiedere indennità per perdita di guadagno, che rimborsano fino all'80% dei danni, finanziate per metà dalla Confederazione e per metà dai Cantoni. Esse sono previste anche per le associazioni culturali amatoriali.

In totale, nel 2020 Berna ha stanziato 280 milioni di franchi, mentre per il 2021 ha messo disposizione finora altri 130 milioni. Stando a Berset però «ciò non significa che se questo budget dovesse esaurirsi il sostegno finanziario verrebbe a meno». In ogni caso, le risorse dell'anno scorso sono state sufficienti.

Situazione delicata

Berset ha approfittato dell'occasione per fare il punto sulla situazione epidemiologica. «Non si può parlare di esplosione dei casi, ma la media di infezioni su sette giorni è raddoppiata da metà febbraio», ha dichiarato, aggiungendo che con questo ritmo – ovvero un tasso di riproduzione vicino all'1,20 – i contagi si moltiplicheranno di nuovo per due già in 17-20 giorni. Il momento rimane delicato, ha ribadito il ministro friburghese, che ha invitato una volta di più la popolazione a rispettare le norme sanitarie.

Sollecitato da un giornalista sulla lettera inviata alle autorità federali dal governo ticinese, con la quale si chiedeva una deroga per aprire alcune terrazze per Pasqua (una missiva dai contenuti simili è giunta pure dai Grigioni), Berset ha laconicamente risposto che «essendo già mercoledì pensare di poter fare qualcosa è un'illusione». Insomma, i tempi sono troppo stretti per sperare in un cambio di rotta in extremis su questo punto.

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