Covid, il Consiglio federale propone una riapertura in tre fasi

nw, ats

21.4.2021 - 17:19

Un programma in tre fasi che tenga conto del progressivo avanzare delle vaccinazioni. È questa l'idea del Consiglio federale presentata oggi riguardo alla strategia anti-coronavirus. La situazione, essendo ancora fragile, non subirà tuttavia modifiche fino al 26 maggio. La consultazione con i cantoni durerà fino al 5 di maggio.

Bundesrat Alain Berset spricht waehrend einer Medienkonferenz des Bundesrates zur aktuellen Lage im Zusammenhang mit dem Coronavirus, am Mittwoch, 21. April 2021, in Bern. (KEYSTONE/Peter Klaunzer)
Il Consigliere federale Alain Berset davanti ai media per spiegare il piano in tre fasi elaborato dal Governo per uscire dalla pandemia.
KEYSTONE/Peter Klaunzer

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21.4.2021 - 17:19

Il governo spiega che la durata delle singole fasi di riapertura – poste in consultazione presso i Cantoni – dipenderà dalla volontà di farsi vaccinare dei relativi gruppi di protezione, e più in generale dall'andamento della campagna vaccinale. In pratica, più persone saranno vaccinate e meno saranno necessarie restrizioni per impedire il sovraccarico del sistema sanitario.

Il rapporto «costi - benefici» della vaccinazione è «estremamente positivo per tutte le fasce d'età», ha ricordato Berset. «Vaccinarsi è un atto di solidarietà» per la propria famiglia o per le persone vulnerabili che saranno così meno esposte al virus. 

«Queste fasi sono le grandi linee che caratterizzeranno le nostra strategia non solo nei prossimi giorni, ma nei prossimi mesi», ha detto ai media a Berna il consigliere federale Alain Berset. Dopo una fase di protezione si passerà a una stabilizzazione, per poi arrivare a una graduale normalizzazione, ha spiegato. «Entrare in una crisi è sempre brutale e immediato, ma uscirne è più complicato e ci vuole tempo», ha aggiunto.

La prima fase, quella di «Protezione»

Si inizierà quindi con la fase di protezione, quella dove ci troviamo ora, che resterà in vigore finché non saranno vaccinate tutte le persone particolarmente a rischio. Resteranno fondamentalmente in vigore le aperture decise il 19 aprile e non ve ne saranno altre fino al 26 maggio. Ciò significa in chiaro che i locali come bar, ristoranti e strutture simili almeno fino a quella data non potranno aprire ai clienti i loro spazi chiusi. Insomma la consumazione resta proibita all'interno.

«Facciamo appello alla prudenza, vediamo che nei Paesi attorno a noi la situazione continua a rimanere delicata», ha sottolineato Berset, ricordando che «fino ad ora la popolazione si è comportata molto bene». «Non esitate a farvi testare», ha ripetuto più volte.

Passi indietro ancora possibili

In questa fase un inasprimento rimarrà possibile in caso di superamento di determinati valori. I dati da non superare saranno 450 nuovi contagi per 100'000 abitanti sull'arco di due settimane, una media di 120 ricoveri su 7 giorni, un'occupazione media di 300 posti letto in cure intense su 15 giorni e un valore di riproduzione R di 1,15.

Si tratta tuttavia di cifre di riferimento e non vi sarà alcun automatismo. Un punto della situazione verrà fatto il 12 maggio.

La seconda fase, quella di «Stabilizzazione»

Vi sarà poi la fase di stabilizzazione, che continuerà fino a quando l'intera popolazione adulta disposta a farsi vaccinare non sarà completamente protetta, ovvero fino alla fine di luglio, stima il governo. L'inizio, in caso di situazione positiva, potrebbe già essere il 26 maggio.

La riapertura degli spazi interni nei ristoranti potrebbe essere all'ordine del giorno, così come il ritorno dell'insegnamento in presenza nelle università e nei licei e la fine dell'obbligo di lavorare da casa. Le aziende e i centri di formazione interessati saranno tuttavia invitati a svolgere regolarmente dei test.

Ci sarà una riapertura delle attività in contesti sociali, sportivi e culturali, non appena la copertura vaccinale avrà raggiungo il 40-50% circa. I grandi eventi sportivi o culturali, bar e discoteche, dove il rischio di trasmissione è particolarmente alto, potrebbero essere gradualmente aperti a determinate condizioni.

In determinati luoghi vi sarà un accesso selettivo per le persone vaccinate, testate o guarite, con un apposito certificato Covid su cui il governo sta lavorando.

Si cambia fase solo dopo aver consultato i cantoni

Si potrà poi sostituire l'obbligo di telelavoro con una raccomandazione e allentare le restrizioni relative alla capacità nei settori dello sport e del tempo libero, oltre che permettere l'apertura degli spazi interni dei ristoranti. Anche in questo caso tutto avverrà tenendo d'occhio i casi.

«In questa fase possiamo dire che la prima tappa è riuscita, prima di avviarla ci vorrà quindi una discussione di fondo, assieme ai Cantoni, per vedere a che punto ci troviamo», ha evidenziato Berset. Il rischio della stabilizzazione è che l'aumento delle vaccinazioni porti le persone ad abbassare la guardia, con conseguente aumento dei casi. Per questo rimarranno in vigore diversi concetti di protezione e non tutto sarà ancora aperto.

L'ultima fase, la «Normalizzazione», limitazioni per non vaccinati

Una volta che l'intera popolazione adulta avrà avuto accesso a una vaccinazione completa, si arriverà alla fase di normalizzazione. Si tratta in pratica di revocare gradualmente tutte le chiusure rimaste, senza tuttavia mai dimenticarsi di controllare l'andamento dei contagi. Anche le misure di protezione di base, come la mascherina, verranno gradualmente tolte, sempre seguendo l'andamento della pandemia.

In caso di rischio di sovraccarico del sistema sanitario, le autorità prenderanno provvedimenti di limitazione solamente nei confronti di persone non vaccinate.

Strategia in consultazione fino al 5 maggio

«Se tutto procede come dovrebbe, in questa fase le misure restrittive non saranno più giustificabili», ha spiegato Berset, e proprio per questo verranno gradualmente tolte. Il virus continuerà però a circolare per le persone non vaccinate e il «ministro» ha sottolineato l'estrema importanza della disponibilità della popolazione a farsi vaccinare.

Questa strategia è ora in consultazione – fino al 5 maggio – presso i Cantoni, che avranno quindi l'opportunità di esprimere la propria opinione sul tema.