La riforma del Secondo pilastro approvata in prima lettura

fc, ats

8.12.2021 - 16:10

Il consigliere federale Alain Berset
Keystone

Via libera alla riforma del Secondo pilastro. Il Consiglio nazionale l'ha approvata con 126 voti contro 66 e una astensione. L'opposizione è giunta da sinistra, scontenta dalle misure adottate per compensare la riduzione – dal 6,8% al 6,0% – del tasso di conversione.

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8.12.2021 - 16:10

Per scongiurare una eccessiva diminuzione delle rendite – l'abbassamento dell'aliquota comporterebbe infatti una loro contrazione di circa il 12% – il Nazionale già ieri ha approvato alcune misure per aumentare l'avere di vecchiaia disponibile al momento del pensionamento. Tra queste figura l'anticipo dell'età a partire della quale si inizia a versare gli accrediti vecchiaia: si passerà da 25 a 20 anni. Il progetto prevede poi una modifica delle aliquote per gli accrediti di vecchiaia prelevati sul salario, con il passaggio a due sole categorie d'età.

Altra novità: il dimezzamento della deduzione di coordinamento. In questo modo i contributi alla cassa pensioni saranno riscossi su una parte maggiore dello stipendio. E in data odierna la camera ha anche approvato – tacitamente – una mozione che chiede di calcolare la soglia d'entrata al Secondo pilatro sommando tutti i salari di una persona che ha più impieghi. Attualmente vengono contabilizzati singolarmente.

Oggi la Camera del popolo era chiamata a decidere della compensazione per la generazione transitoria, vero pomo della discordia della riforma. Il Consiglio federale, che si è basato sul compromesso raggiunto tra i sindacati e l'Unione svizzera degli imprenditori (USI), propone un supplemento di rendita per chi andrà in pensione nei 15 anni successivi all'entrata in vigore della riforma.

Il Nazionale ha modificato la proposta governativa allo scopo di compensare in modo mirato le risultanti diminuzioni delle rendite. Il calcolo del supplemento di rendita finale dovrà anche tener conto delle prestazioni sovraobbligatorie della cassa pensioni.

Il supplemento ammonterebbe al massimo a 2400 franchi l'anno per le prime cinque classi d'età, al massimo a 1800 franchi per le cinque successive e al massimo a 1200 franchi per le ultime cinque. Questo modello di compensazione ingloba il 35-40% circa dei pensionati.

Diversamente da quanto proposto dal governo, il supplemento di rendita sarà finanziato solidalmente da tutti gli assicurati soltanto nella misura in cui gli eventuali accantonamenti costituiti dalle singole casse pensioni non siano sufficienti. A tale scopo il fondo di garanzia potrà riscuotere dalle casse pensioni importi pari allo 0,15% dei salari assicurati secondo la LPP.

Il – corposo – dossier passa agli Stati.

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